Calcio storico fiorentino quando e perché si gioca

27 giocatori, 4 colori, 4 quartieri e il fascino intramontabile del calcio storico fiorentino.

Si racconta che il 17 Febbraio 1530 Piazza Santa Croce divenne teatro di una delle più importanti sfide lanciate dalla Repubblica Fiorentina all’imperatore Carlo V.

La popolazione, da mesi sotto l’assedio delle truppe imperiali, si cimentò in una partita di calcio in Livrea, sfidando apertamente l’esercito dell’Imperatore. Un gesto che riassume quello spirito d’indipendenza tipico della fiorentinità.

Calcio storico fiorentino 2013,  Credits Giuseppe Sabella

Da allora sono passati cinquecento anni, durante i quali il Calcio Storico Fiorentino è divenuto una grande rievocazione storica che anima la città nel mese di Giugno.

Tenendone vivo il carattere fiero, riuscendo a preservare nel tempo una parte dell’antica tradizione. Sempre alimentando «lo spirito moderno del calcio antico».

Calcio storico fiorentino 2013,  Credits Giuseppe Sabella

Ventisette novelli Gladiatori, pronti ad entrare in battaglia a difesa di un’appartenenza: il campo da gioco diventa così un’arena, della quale avere al contempo rispetto e paura.

Un’appartenenza che rappresenta un valore aggiunto, dove il proprio colore è soprattutto motivo d’orgoglio, un vessillo da esibire con fierezza. Per esprimere affetto incondizionato alla città di Firenze.

Nonostante sia definibile come un fenomeno essenzialmente di nicchia, il calcio storico fiorentino resta comunque un importante baluardo della fiorentinità, rappresentandone vizi e virtù. Dalla forza alla rivalità interna, dal coraggio al desiderio di scontro, dall’orgoglio delle proprie origini ai contrasti col potere.

D’altronde, non potrebbe essere altrimenti per il popolo che ha «Il Paradiso negli occhi, e l’Inferno nel cuore». A Firenze più che mai.

Credits:
Foto di copertina: Stefano Zanini
Foto interne: Giuseppe Sabella