Rio, la cidade maravilhosa

Rio de Janeiro confonde e stupisce, spaventa e riempie di allegria. Immensa, ricca, povera, giovane, sempre viva e confusa, è lo specchio del Brasile.

Vi troverete dispersi in questa metropoli affogata nella foresta tropicale, dove il raffinato barocco brasiliano si staglia contro le nitide linee di  vetro e acciaio di Niemeyer. Sarete raccolti dalla suadente voce di Bebel Gilberto, che vi accompagnerà per spiagge e botequìm. Qua, con il sorriso sul viso e una cerveja in mano, vi sentirete un autentico Carioca: benvenuti nella Cidade Maravilhosa.

Rio de Janeiro non ha bisogno di presentazioni: basta solo il nome. Rio con le sue strade straripanti di gente, una densa foresta equatoriale come sobborgo e la spiaggia e il mare come affascinante frontiera. Ville miliardarie e favelas. Ventiquattrore sotto il braccio e infradito ai piedi. Gang violente a ogni incrocio, musica suadente e balli lascivi a tutte le ore. Città di contrasti: e non potrebbe che essere così, in una città che per 500 anni ha visto arrivare, e unirsi, uomini e donne di ogni razza e colore; una città dove 7 milioni di persone convivono con una natura incantevole e selvaggia. La cidade maravilhosa: questa è Rio.

Rio è  samba e Carnaval: ad ogni ora del giorno e della notte band più o meno improvvisate si scatenano, coinvolgendo i passanti che trasformano il marciapiede in una balera. Rio è musica, non si può stare a Rio senza passare una serata in una gafieira o in uno dei numerosi locali dove suonano samba, choro o forró. Ipanema, Copacabana, la zona intorno all’Aqueduto da Carioca si animano in maniera pazzesca e fino a notte fonda si balla, si beve, si ride: è un enorme folle Carnevale.

Rio è futebol: nella vita di ogni carioca calcio e samba sono fondamentali. Camminando sul lungomare il sabato o la domenica pomeriggio vi sembrerà di stare in mezzo a un’unica, immensa partita di calcio, la più fantasiosa e emozionante del mondo! E tutti tifano, urlano, ridono, arrostiscono spiedini e bevono cerveja. Andare allo stadio Maracanà è un’esperienza esaltante: centinaia di persone di tutte le età ed estrazione sociale che cantano e ballano e tifano e ti coinvolgono nella loro felicità.

Rio è spiaggia e belle ragazze. O meglio, la spiaggia è Rio, perché tutta la vita dei Carioca e di chi sta a Rio si svolge lungo la spiaggia: ragazzi meravigliosi, donne bellissime, nonni e bambini, fanno ginnastica, si spalmano creme, giocano, suonano, si tuffano fra le onde spumeggianti e gelide, strutturano i corpi, danzano, surfano, mangiano e bevono ciò che una colorata parata di venditori itineranti offre loro: cocco fresco, tramezzini fatti in casa, macedonia gelata, batidas di frutta tropicale con cachaça, birra ghiacciata, fette di anguria, papaia e mango.

La vita di spiaggia è sensualità, è linguaggio del corpo, è voglia di mostrarsi, di provocare. A Rio il topless è proibito ma le ragazze giocano a mostrare il più possibile, strizzate in tanga e bikini microscopici. Impossibile descrivere la bellezza delle carioca: il miscuglio di razze ha fatto davvero meraviglie negli ultimi cinquecento anni. Può essere una meticcia con gli occhi verdi, una bionda dalla pelle abbronzata, un’imponente nera con i capelli ricci, una brunetta dallo sguardo profondo… In comune hanno una pelle perfetta, denti candidi, lunghi capelli setosi e un corpo a dir poco divino. A Rio il culto del corpo e la ricerca dell’eterna giovinezza costituiscono una passione nazionale: come il calcio, come il Carnevale. A  Rio tutti sono belli, bellissimi, anche a costo di ricorrere a una chirurgia estetica (il Brasile è secondo solo agli Stati Uniti per numero di interventi): in un paese fatto di fortissime diseguaglianze sociali, economiche e razziali, unico e potente passepartout è la bellezza. Permette di accedere alla celebrità, ai posti di responsabilità, alle classi superiori; è il vestito giusto da indossare in ogni occasione.

Le spiagge di Rio sono infinite: una striscia di sabbia bianca lunga decine di chilometri. Quelle mitiche si chiamano Copacabana e Ipanema: è la spiaggia più cool, quella dove trovare le ragazze più belle – vi ricordate la canzone Garota de Ipanema di Tom Jobim?-  vicino al “posto 9”, soprattutto nel weekend, sembra di stare sul set di un affollatissimo film. Ma le spiagge più belle sono a sud, come São Conrado, amata dai surfisti, Barra da Tijuca, lunga più di 20 chilometri. E, ancora più giù, Prainha, Grumari, Guaratiba. Autentici paradisi terrestri.

Rio è natura incontaminata: quello che più incanta di Rio è che si tratta di un città enorme, inserita in un contesto naturale meraviglioso. La sua bellezza rara sta nella bizzarra convivenza tra modernità ed esuberanza tropicale. Ci sono una cinquantina di chilometri tra il quartiere di Flamengo e quello più distante di Recreio: piante verdissime e turgide crescono a vista d’ occhio tra le costruzioni lineari di Niemeyer e i grattacieli, ai quali si contrappongono piccole costruzioni coloniali, chiese barocche e monasteri di infinita bellezza. Le montagne dalle forme più strane – colline e “pani”, pietre e morros – , le lunghissime spiagge, le isole circostanti, l’Oceano e la foresta di Tijuca – la più grande foresta tropicale urbana del mondo – la rendono unica e le conferiscono un incomparabile fascino.

 

Nel Paese del samba e della Bossa nova si dice che il turista venuto una volta ritornerà almeno tre. La prima volta è sempre per vedere le spiagge e il Carnevale. Le altre tre sono per conoscere le abitudini della gente, le città e la storia. Benvenuti a Rio!