Un weekend a Portofino, fra vip, margherite e coralli…

“Portofino è lo chic per antonomasia. Ma forse pochi sanno che è area  marina protetta da più di dieci anni, con una flora e una fauna uniche…”

Siamo in macchina da un paio d’ore, con qualche tappa per un caffè, un quotidiano, bagno e cambio guida. Si susseguono i cartelli: Cinque Terre, Lavagna, Chiavari, Rapallo. Abbandoniamo l’autostrada e ci immettiamo nella SP1, appiccicati a un mare cobalto, le montagne a spingerci contro, la strada tortuosa.

Liguria. Un balcone rococò sul mare, a proteggere una esile lingua di terra divisa fra il clima alpino e il caldo soffio del Mediterraneo.

Facciamo base in un piccolo albergo kitsch di Rapallo. Quando passiamo per il corridoio il pavimento scricchiola, le gocce di cristallo dei lampadari tintinnano ogni volta che mi alzo dal letto.

Portofino è lo chic per antonomasia. Le ville di Dolce e Gabbana, Miuccia, Piersilvio che passeggia per il porto con moglie e figlioletto, il pittore, la poetessa, la Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare. Tutti vogliono esserci, tutti devono essere fotografati là. Forse pochi di loro sanno che Portofino è area marina protetta da più di dieci anni, con una flora e una fauna subacquee quasi uniche nel Mediterraneo.


Le incredibili falesie di roccia calcarea si tuffano nel mare cristallino. Ci tuffiamo anche noi. Sotto, un mondo meraviglioso: le pareti sono ricoperte di margherite giallo fosforescente, costellate di piccoli coralli; enormi gorgonie si illuminano di un rosso violaceo, colpite dal raggio della torcia, e poi cernie, murene, dentici, corvine, si nascondono in grotte e anfratti, si cullano in un mare di poseidonia oceanica. Equipaggiati di nitrox (aria arricchita di ossigeno) scendiamo fino a 36 metri, per poi ripercorrere mollemente la parete. Quando risaliamo sulla barca abbiamo tutti un enorme sorriso stampato sulla faccia.

La sera passeggiamo per le strade di Portofino, il borgo marinaro più bello, caratteristico e pittoresco del mondo. Sono tutti rilassati, le vetrine dei più grandi stilisti si affacciano timide sulle stradine acciottolate, e anche la baronessa indossa le infradito. Qua siamo in Vacanza.

Ceniamo al Delfino: cruditè e deliziosi spaghetti ai frutti di mare, un buon bianco della zona, tiramisù e tante grappe… si chiacchera, si fuma, si ascolta il gossip dei camerieri.

Intanto scorre la lenta parata felliniana: bambine vestite di bianco con conigli nani al guinzaglio, giovani coppie invecchiate di noia, proprietari di panfili che non conoscono il mare, badanti grasse in crestina e grembiule che portano a spasso barboncini giganti…

Ma il vero, silenzioso spettacolo è lei, Portofino. Dominata da un bosco verde scuro, fittissimo, che occupa tutto il promontorio; un anfiteatro di casine allungate, cullate dal mare.
Così la descriveva Guy De Maupassant nel 1889: “ed ecco, all’improvviso, scoprirsi un’insenatura nascosta, di ulivi e castani. Un piccolo villaggio, Portofino, si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino. Attraversiamo lentamente lo stretto passaggio che unisce al mare questo magnifico porto naturale, e ci addentriamo verso l’anfiteatro delle case, circondate da un bosco di un verde possente e fresco, e tutto si riflette nello specchio delle acque tranquille, ove sembrano dormire alcune barche da pesca”.
Così, ancora oggi, la viviamo noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo in macchina da un paio d’ore, con qualche tappa per un caffè, un quotidiano, bagno e cambio guida. Si susseguono i cartelli: Cinque Terre, Lavagna, Chiavari, Rapallo. Abbandoniamo l’autostrada e ci immettiamo nella SP1, appiccicati a un mare cobalto, le montagne a spingerci contro, la strada tortuosa. Liguria. Un balcone rococò sul mare, a proteggere una esile lingua di terra divisa fra il clima alpino e il caldo soffio del Mediterraneo.

Facciamo base in un piccolo albergo kitsch di Rapallo. Quando passiamo per il corridoio il pavimento scricchiola, le gocce di cristallo dei lampadari tintinnano ogni volta che mi alzo dal letto.

Portofino è lo chic per eccellenza. Le ville di Dolce e Gabbana, Miuccia, Piersilvio che passeggia per il porto con moglie e figlioletto, il pittore, la poetessa, la Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare. Tutti vogliono esserci, tutti devono essere fotografati là. Forse pochi di loro sanno che Portofino è area marina protetta da più di 10 anni, con una flora e una fauna subacquee quasi uniche nel Mediterraneo.

Le incredibili falesie di roccia calcarea si tuffano nel mare cristallino. Ci tuffiamo anche noi. Sotto, un mondo meraviglioso: le pareti sono ricoperte di margherite giallo fosforescente, costellate di piccoli coralli; enormi gorgonie si illuminano di un rosso violaceo, colpite dal raggio della torcia, e poi cernie, murene, dentici, corvine, si nascondono in grotte e anfratti, si cullano in un mare di poseidonia oceanica. Equipaggiati di nitrox (aria arricchita di ossigeno) scendiamo fino a 36 metri, per poi ripercorrere mollemente la parete. Quando risaliamo sulla barca abbiamo tutti un enorme sorriso stampato sulla faccia.

La sera passeggiamo per le strade di Portofino, il borgo marinaro più bello, caratteristico e pittoresco del mondo. Sono tutti rilassati, le vetrine dei più grandi stilisti si affacciano timide sulle stradine acciottolate, e anche la baronessa indossa le infradito. Qua siamo in Vacanza. Ceniamo al Delfino: cruditè e deliziosi spaghetti ai frutti di mare, un buon bianco della zona, tiramisù e tante grappe… si chiacchera, si fuma, si ascolta il gossip dei camerieri. Intanto scorre la lenta parata felliniana: bambine vestite di bianco con conigli nani al guinzaglio, giovani coppie invecchiate di noia, proprietari di panfili che non conoscono il mare, badanti grasse in crestina e grembiule che portano a spasso barboncini giganti…

Ma il vero, silenzioso spettacolo è lei, Portofino. Dominata da un bosco verde scuro, fittissimo, che occupa tutto il promontorio; un anfiteatro di casine allungate, cullate dal mare.

Così la descriveva Guy De Maupassant nel 1889: “ed ecco, all’improvviso, scoprirsi un’insenatura nascosta, di ulivi e castani. Un piccolo villaggio, Portofino, si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino. Attraversiamo lentamente lo stretto passaggio che unisce al mare questo magnifico porto naturale, e ci addentriamo verso l’anfiteatro delle case, circondate da un bosco di un verde possente e fresco, e tutto si riflette nello specchio delle acque tranquille, ove sembrano dormire alcune barche da pesca”.

Così, ancora oggi, la viviamo noi.