Tosca, opera controversa al Comunale

Dal 21 al 26 febbraio torna la gelosia di Tosca al Teatro del Maggio.

Quando andò in scena la prima volta al Teatro Costanzi di Roma nel 1900, Tosca divise subito: da una parte il grande favore del pubblico, dall’altra il sospetto dei critici. La storia di Tosca non era una novità assoluta, nei teatri italiani era infatti andata in scena La Tosca di Victorien Sardou scritta per Sarah Bernhardt. Giacomo Puccini, che vi aveva assistito, ne rimase ammirato e si mise all’opera.

Siamo nella Roma del 1800, il vento di libertà soffiato in Francia dalla Rivoluzione sta arrivando in Italia. La cantante Floria Tosca ama Mario Cavaradossi, pittore, che copre il bonapartista fuggitivo Cesare Angelotti. Scarpia, capo della polizia, è sulle tracce di Angelotti e, alimentando la gelosia di Tosca, farà di tutto per scovarlo e per possedere la donna. Arie, duetti d’amore, romanze intense e la personalissima tecnica leitmotivica usata da Puccini, senza mai perdere di coerenza con le regole del melodramma, caricano l’opera di suggestioni, drammaticità, passioni.

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A Floria Tosca hanno prestato la voce le più grandi della lirica, da Renata Tebaldi a Maria Callas, che tornò a cantare proprio con Tosca, convinta dal Maestro Zeffirelli, dopo la lunga assenza dalle scene. Dal 21 al 26 febbraio Tosca è un ritorno per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, viene riproposta al pubblico con la fortunata regia di Mario Pontiggia, direttore d’orchestra Daniel Oren, scene e costumi di Francesco Zito. Un’opera sperimentale per il suo tempo, per questo moderna. Tosca morendo è diventata con Puccini immortale.