Pirandello e la crisi dell’io. Il ricordo e qualche anticipazione per il 2013

Luigi Pirandello nasceva 145 anni fa. Ossessionato dalla crisi dell’io ha dedicato tutta la sua vita allo studio della mente umana raccontandola in novelle, romanzi e opere teatrali.

Pirandello nacque a Girgenti (Agrigento) il 28 giugno 1867. Reso noto dal suo primo romanzo Il fu Mattia Pascal nel 1904, si consacra al mondo con la sua attività teatrale, che intensifica dopo la prima guerra mondiale.

Nel 2013 scadono i diritti d’autore sulle sue opere: sono quasi passati, infatti, 76 anni e 8 mesi dalla morte dell’autore.

I maggiori teatri fiorentini il prossimo anno dedicheranno almeno uno spettacolo al drammaturgo siciliano.

Al Teatro della Pergola andranno in scena due opere: Tutto per bene interpretato e diretto da Gabriele Lavia e Questa sera si recita a soggetto con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, per la regia di Ferdinando Ceriani.

Il Teatro Verdi, invece, aprirà la stagione proprio con Così è (se vi pare) con Giuliana Lojodice, Pino Micol e Luciano Virgilio, per la regia di Michele Placido.

Al centro delle sue opere Pirandello pone la crisi d’identità dell’individuo. Una crisi totale che lo dichiara sconfitto rispetto alla società, agli altri e a se stesso.

Soggiogato dalle convenzioni sociali l’uomo non può esprimersi pienamente, giudicato in mille modi diversi dagli altri non si riconosce nelle loro percezioni, estraneo a se stesso perché sempre costretto a indossare una maschera e incapace di comunicare con il mondo (Uno, nessuno e centomila). Unica via di uscita diventa la follia (Il berretto a sonagli).

L’essenza dell’individuo, fragile e solo, è riassunta da Pirandello attraverso l’umorismo, che raggiunge il culmine nella prassi teatrale, la quale riesce a rappresentare la realtà delle debolezze umane con un “sorriso di comprensione”.

Buon compleanno a questo conoscitore dell’animo umano e scrittore di immenso talento.