Look up, America al Lumière dal 27 al 29 gennaio

Al Teatro Lumière la storia di un senzatetto che il 7 agosto del 1974 assistette allo spettacolo di un artista francese di 26 anni, alla sua impresa più famosa.

Non ha passato e non ha futuro. Il suo nome lo ha dimenticato. Non ha età, non ha indirizzo, non ha lavoro. Semplicemente non esiste. Ma condivide un pezzo di marciapiede con un manichino di nome Mr. Smith, che ha un grande pregio: sa ascoltare. E l’uomo che ormai non possiede più niente, una storia da raccontare ce l’ha. Il senzatetto quel giorno, come centinaia di persone, assistette alla traversata sospesa in aria di Philippe Petit, letteralmente “sul filo della legalità”, su un cavo teso a 412 metri di altezza, che univa le Twin Towers ancora in costruzione.

Per la maggior parte degli americani il funambolo rimarrà solo un acrobata folle a caccia di celebrità. Ma per l’uomo senza né passato né futuro quei 45 minuti di traversata tra le Twin Towers furono sufficienti a cambiargli la vita per sempre: un evento che il senzatetto cerca ogni giorno di raccontare agli impiegati del World Trade Center, senza che questi gli prestino attenzione, per metterli in guardia da un destino catastrofico.

Il soggetto di Marco Melloni è un lungimirante affresco (o spaccato) della società americana di sempre: una società che confeziona sogni in scatola, che ricerca la felicità ma che non ha alcuna compassione per chi ha smesso di credere che ci sia un premio alla fine della traversata. Ugo Dighero (nella doppia veste di interprete e co-regista) è il nostro personale accompagnatore alla scoperta della nazione più frenetica, affollata e distratta che ci sia, dando vita al commovente personaggio del “profeta di strada”.

Un invito ad alzare lo sguardo insomma, come recitava lo stesso spot della Coca Cola del 1974, a cedere alle barriere dell’indifferenza, poiché 27 anni dopo la traversata sospesa in aria, un aereo si schianta contro la Torre Sud del World Trade Center e l’uomo che aveva dimenticato il suo nome si ritrova di nuovo a esserne spettatore.