Il Sogno shakespeariano di Gioele Dix al Teatro Verdi dal 15 al 18 marzo

Ingredienti: qualche manciata di comicità contemporanea, un pizzico di Musica Nuda, una spruzzata di humour inglese. Ecco pronto un cocktail da “Sogno”. Quello che piace al regista Gioele Dix.

Non siamo alla fine del ‘500 ma molto più avanti. Non ci sono più i re e le regine di un tempo, o il bel bosco incantato. Siamo in una surreale periferia moderna post industriale, all’ingresso di un locale, il Dream, inevitabilmente. La scena pullula di strani uomini e donne, teste di animali, c’è pure un folletto punkettaro. E’ il Sogno di una notte di mezza estate, il capolavoro di Shakespeare, immaginato ed ideato, insieme a Nicola Fano, da Gioele Dix.

Abbandonati gli sketch televisivi, i comici di Zelig vivono nella veste di attori un nuovo scenario, quello del teatro, appunto. Alessandro Betti, Maria Di Biase, Katia Follesa, Maurizio Lastrico, Corrado Nuzzo, Marco Silvestri, Marta Zoboli danno prova di sé, al di là dei facili applausi che il distratto pubblico televisivo concede. Si mettono finalmente in gioco con qualcosa di più alto. A noi spettatori decidere se la scommessa è stata vinta.

E poi Musica Nuda, a far da colonna sonora alla commedia. Petra Magoni, con le sue straripanti corde vocali e Ferruccio Spinetti, con quelle del suo contrabbasso, seppur nella propria veste “musicale” solcano il palco per la prima volta in una pièce tutta teatrale. Petra è anche attrice, in un ruolo che le calza a pennello, quello di Puck, esuberante folletto pasticcione.

Proposta interessante quella di Gioele Dix, e coraggiosa. Rilettura suggestiva di un testo super-classico per il teatro. Ancora una volta vanno in scena gli intrighi e le passioni, gli inganni e gli equivoci dell’amore. Oggi, come al tempo di Shakespeare, come a quelli di Ovidio o Apuleio, l’amore sceglie i suoi protagonisti casualmente, li coinvolge in un vortice temporaneo, sovvertendo i piani della realtà. Nelle parole di Elena, alla fine riamata da Demetrio – “E, come fosse un gioiello, ritrovo Demetrio. Mio e non mio.” –  ecco emergere tutta l’incertezza dell’amore. E questo tormenta il genere umano dalla notte dei secoli e lo affliggerà per i prossimi mille anni. Rifugiamoci, dunque, nella saggezza shakespeariana per sperare ancora, nel 2012, in un nuovo “sogno di una notte di mezza estate”.