I Masnadieri sbarcano al Teatro della Pergola

Die Rauber, cioè i fuorilegge, i banditi, i briganti, ma per noi – e probabilmente per sempre – I Masnadieri, sbarcano alla Pergola da martedì 31 gennaio a mercoledì 8 febbraio.

Friederich Schiller entra prepotentemente nella letteratura tedesca. E lo fa con la sua opera prima attaccando le istituzioni politiche, e i pregiudizi sociali del suo tempo. Una denuncia franca, sincera, schietta che mantiene una fortissima carica d’attualità. L’opera di Schiller è ancora una volta firmata da Gabriele Lavia insieme al Teatro di Roma, in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria.

Ne è passato di tempo, infatti, da quando nel 1982 il regista Gabriele Lavia allestì l’opera che ebbe un successo e un pubblico degno delle aspettative. Quest’anno Lavia ci riprova e va in scena con più energia, più grinta, dirigendo ben diciotto giovani talenti. “Quell’opera giovanile, straordinaria, del poeta, mi è sembrata l’occasione giusta per poter far nascere la Giovane Compagnia del Teatro di Roma, con uno spettacolo agile, appassionato e di grande presa.” – dice il regista.

La storia è una tragedia in crescendo. Franz, attraverso una perfida lettera, inganna il fratello Karl facendogli credere che il padre lo ha rinnegato. Lo sconforto e i sensi di colpa spingono Karl a unirsi a una banda di briganti per vendicare ovunque torti e ingiustizie. Due fratelli, tante menzogne. Gelosia, tradimenti, sete di vendetta. Ideali di libertà o morte.

Il regista sceglie scenari grotteschi dai tratti onirici. La rabbia, la violenza, la protesta sono anche i temi predominanti sulla scena di Alessandro Camera. Il palco è cosparso di polveroso terriccio, illuminato dalle luci cupe e tenebrose di Simone De Angelis, dove si aggirano spietati i “masnadieri”, sulle note dai decisi accenti punk rock di Franco Mussida. La gang metropolitana, quasi un archetipo di Drughi, misto alla sfrontatezza de I guerrieri della notte, viene rivisitata in chiave moderna. I dettagli? Pelle nera, anfibi, bombette post moderne e trucco dark sono il leitmotiv ideato del costumista Andrea Viotti. Vi esalterà, vi appassionerà, vi travolgerà. Un invito a scardinare le regole, proprio come Schiller che, non per niente, è passato alla storia come il poeta della ribellione.