Eretici e Corsari a Firenze. Marcoré e Gioè portano in scena Pasolini e Gaber

Un confronto a distanza di anni tra due artisti controcorrente. Il 15 febbraio al Teatro Obihall di Firenze, imperdibile serata con Eretici e Corsari.

A metà degli anni ’70 Pier Paolo Pasolini scriveva Scritti corsari, una raccolta di articoli e riflessioni sulla trasformazione dell’Italia di quegli anni, in cui analizza un sistema che sta attuando un’opera di massificazione distruttrice di ogni forma di originalità. Il potere per eccellenza è rappresentato dal benessere e dal consumismo più sfrenato. In quegli stessi anni Giorgio Gaber e Sandro Luporini si nutrono e spesso condividono molte delle intuizioni pasoliniane, che inevitabilmente entrano a far parte delle sceneggiature del teatro gaberiano. Impossibile dimenticarsi di testi celebri come Il grido, Il cancro, La smorfia fino addirittura a  La razza in estinzione, che raccontano in maniera dolente e insoddisfatta la società di allora.
http://youtu.be/o3VEaTN6mF0
Ecco che monologhi e canzoni di Gaber e Luporini si intrecciano alle più ciniche intuizioni di Pasolini, in un dialogo immaginario “a tre”. Eretici e Corsari è un reading/spettacolo, interpretato da Neri Marcoré e Claudio Gioè e diretto da Giorgio Gallione, che nasce dall’osservazione della profonda corrispondenza intellettuale – e non solo – tra tre figure emblematiche nell’Italia degli anni 70. Gaber, Luporini e Pasolini viaggiano in sintonia, proponendo tutta una serie di messaggi di sopravvivenza all’omologazione con le armi che conoscono: poesia, musica, scrittura e cinema. Si  scontrano con quel mondo di perbenismo e conformismo che è responsabile del degrado culturale della società.

Eretici e corsari delinea due poeti d’opposizione, due outsider per eccellenza, che non temono di compromettersi e di risultare anche scomodi, che con illuminate folgorazioni ci svelano che “il futuro è già finito” e che sarebbe ora di tornare a privilegiare il “crescere” rispetto al “consumare”. Neri Marcoré e Claudio Gioè sanno restituire tutta la complessità di personaggi come Gaber e Pasolini, mostrando quanto ancora le loro idee risuonino come un‘eco attualissima. Perché oggi più che mai abbiamo bisogno della lucidità con cui questi due artisti ed intellettuali seppero catalogare con occhio critico la loro, ma anche la nostra realtà.