Addiction al Teatro Everest il 16 e 17 dicembre

Dopo il successo dello scorso anno torna Addiction al Teatro Everest, della Compagnia Teatro a Manovella, con le delicate vicende sull’universo della dipendenza.

Un violento tuffo nella crudele realtà delle dipendenze, tra ironia e intima meditazione, ci porta ad esplorare un confine oscuro che abita dentro ognuno di noi. Lo spettacolo prende forma in un bagno pubblico dove si incontrano cinque anti – paladini dei nostri tempi, cinque personaggi bizzarri, spietati, ma pur sempre umani, ciascuno con il suo peso che l’opprime. Il palcoscenico diventa surreale, folle, un teatro dell’assurdo dove niente è come sembra.

Lo stesso sceneggiatore fiorentino Leonardo Venturi riveste i panni di uno dei cinque personaggi in scena: Enrico, un venditore di automobili usate, un tabagista estremo, che lavora fianco a fianco con Carlo, un cocainomane interpretato da Enrico Falqui. Gli altri attori sono Gaia Nanni, nel ruolo di Giovanna, una mamma in carriera con una doppia vita, e il musicista venezuelano Claudio Corona Belgrave (che cura le musiche dello spettacolo) nelle vesti di Fernando, cantante caduto in rovina a causa del vizio del gioco. Il protagonista della vicenda è, invece, Gianni (interpretato magistralmente dal cagliaritano Angelo Zedda). E’ piacevole notare come l’accurata direzione di tutti gli attori e la bella regia di Massimo Alì rifletta un profondo amore per i personaggi.

Uno scenario grottesco e trasgressivo attende il pubblico, non privo di colpi di scena e spunti di riflessione, senza giudizi nè filtri. Quello delle dipendenze è un problema di continua attualità che coinvolge tutti, nessuno escluso. Nella quotidianità è la punta di un iceberg sorretta da una base meno visibile, ma presente. Perchè, come dice Galimberti, spesso si tratta di “soddisfare un bisogno che è più che altro dischiudere un senso”.