A che servono questi quattrini? Luigi De Filippo alla Pergola

La grande tradizione napoletana ci invita a teatro: A che servono questi quattrini? con un interprete d’eccezione. Luigi De Filippo in scena alla Pergola da martedì 14 a domenica 19 febbraio.

Luigi de Filippo, per celebrare i suoi sessant’anni di carriera, ripropone un fortunato autore della scuola napoletana: Armando Curcio, il cui successo fu notevole negli anni ’40 e che grazie alla sua commedia fece brillare i fratelli Eduardo e Peppino De Filippo, i quali furono anche gli interpreti principali della trasposizione cinematografica del 1942 diretta dal regista Esodo Pratelli, basata sull’omonima commedia.

La vicenda narra di un anziano signore, il marchese Eduardo Parascandoli, una volta ricco e ormai serenamente povero che è solito trascorrere il suo tempo professando ad alcuni giovani la sua filosofia di vita, secondo la quale il denaro è inutile ed è una sorta di malattia che affligge l’umanità, perciò gli uomini non dovrebbero lavorare ma dedicarsi alla contemplazione e al riposo. Il suo scopo è dimostrare che per guadagnare denaro non occorre né lavorare, né disporre di ingenti somme, basta avere la fama della ricchezza per procurarsi crediti da tutti. In poche parole: basta essere furbi.

La commedia in due atti dal sapore dolce amaro ha i tratti caratteristici dell’humor napoletano: non è evasione o puro intrattenimento ma è un teatro umoristico in cui la parte agra della comicità viene in superficie e ci fa riflettere. Ci accompagna, quasi tenendoci la mano, lungo gli intrecci di una vicenda simile come non mai alla nostra attualità.

Alla domanda: “A che servono questi quattrini?”- De Filippo risponde- “Volendo malignare io direi che i quattrini servono oggi come oggi a pagare anche le tasse di quelli che le tasse non le pagano mai, purtroppo, c’è una caccia all’evasore che sta scoprendo degli altarini veramente sconvolgenti. La commedia vuol dimostrare che i quattrini servono ad apparire ciò che non si è.”