Il leone mortale sulla porta del Duomo di Firenze

Santa Maria del Fiore non smette mai di stupirmi. Vi racconto questo inquietante aneddoto su una scultura del Duomo di Firenze.

Una delle cose che mi piace fare quando vado a trovare mia zia, è sfogliare il suo vecchio volume delle Istorie fiorentine, l’opera titanica dello storico rinascimentale Giovanni Cavalcanti

Proprio l’altro giorno, mi sono imbattuta in un curioso aneddoto su una delle porte del Duomo di Firenze. Il resoconto dello studioso fiorentino cominciava con queste parole: «Come nella via del Cocomero fu un cittadino che sognò che un leone gli mordeva la mano, e che si moriva; e tornògli vero». 

Via del Cocomero altra non è che l’attuale via Ricasoli, strada nei pressi della Porta di Balla o dei Cornacchini di Santa Maria del Fiore, ingresso edificato verso la fine del ‘300. A incorniciare questa porta troviamo un leone e una leonessa stilofori, entrambi reggenti le colonne tortili della struttura. 

duomo di firenze leone

Come riporta Cavalcanti, nel corso del XV secolo Anselmo, un vicino della famiglia Cornacchini, risiedeva proprio nell’allora via del Cocomero. 

L’uomo era ossessionato da un incubo ricorrente: ogni notte sognava di essere divorato da un feroce leone. Complice la superstizione e il desiderio di esorcizzare questa paura, Anselmo decise di recarsi alla porta laterale del Duomo di Firenze per mettere la propria mano nelle fauci marmoree della statua rappresentante la fiera. 

Sfortunatamente, nella bocca della scultura si annidava uno scorpione velenoso che morse il malcapitato Anselmo. A nulla valsero i tentativi di salvarlo: l’uomo, nella vana speranza di vincere le proprie fobie, morì il giorno stesso. Così, conclude amaramente lo scrittore, il sogno fu vero profeta: un «leone» aveva davvero ucciso il povero Anselmo. 

Credits foto: Bughere III, Wikipedia