Loggia de lanzi, Polissena

Loggia de’ Lanzi: i miti delle sue statue

La Loggia della Signoria, o Loggia de’ Lanzi, è un rarissimo esempio di galleria che espone capolavori originali visitabili gratuitamente 24 ore su 24.

Ma quali sono i miti che ospitano le sue arcate? Ecco qui gli 8 miti per 5 statue alla Loggia de’ Lanzi.

loggia de' lanzi, perseo

Perseo e Medusa

Commissionata da Cosimo I, quest’opera di Benvenuto Cellini fu concepita espressamente per la Loggia. Perseo rappresenta il Duca, che con un taglio netto recide le esperienze repubblicane incarnate da Medusa.

Ed ecco qui il mito: Re Polidette vuole convincere Danae, la madre di Perseo, a sposarlo. Lei non vuole e Perseo promette al re qualsiasi cosa, purché lui la lasci in pace. Polidette gli chiede la testa di Medusa. L’intento è quello di liberarsi di Perseo ma lui riesce nell’impresa, grazie ai sandali alati, all’elmo che lo rende invisibile e al lucido scudo su cui scorge il riflesso della Gorgone senza rimanerne pietrificato.

Il ratto delle sabine

Secondo la leggenda, dopo aver fondato Roma, Romolo si ritrova a governare una grande città in cui però scarseggiano le donne. Senza compagne con cui procreare dei figli, il futuro di Roma è messo a repentaglio, quindi il suo re cerca di stipulare alleanze con le popolazioni vicine, ma la sua impresa fallisce.

Restio all’utilizzo della forza, Romolo maschera il proprio risentimento e decide di allestire dei giochi solenni, invita le popolazioni vicine ad assistervi e, a quel punto, rapisce le loro donne. Comprese le figlie dei Sabini, naturalmente.

La statua del Giambologna, ricavata da un unico blocco di marmo, rappresenta proprio questo momento.

Ercole e il centauro

Durante una delle sue imprese, Ercole deve attraversare le acque agitate di un fiume insieme a sua moglie Deianira. Per riuscirci, Deianira deve ricorrere all’aiuto di Nesso, un centauro battelliere. Nesso però tenta di rapirla e Ercole è costretto a ucciderlo. Prima di morire, il centauro riesce però a vendicarsi: offre a Deianira il proprio sangue, spacciandolo per un potente filtro d’amore.

Quando ingelosita da un’altra donna Deianira versa alcune gocce di quel sangue tra i panni del marito, condanna Ercole ad atroci sofferenze. L’unica soluzione è la morte, ma nessun mortale è in grado di ucciderlo e Ercole tenta di togliersi la vita da solo. Alla fine è Giove a salvarlo, portandolo con sé nell’Olimpo.

La statua in marmo del Giambologna raffigura il corpo del centauro piegato dalla forza di Ercole.

Patroclo e Menelao

Durante la guerra di Troia, Achille si ritira dalla battaglia e Patroclo indossa le sue armi, riuscendo a ribaltarne le sorti. Ma non si limita a respingere i troiani e con ciò va incontro alla morte. Prima lo colpisce Apollo, per respingerlo dalle mura di Troia, poi viene ferito dalla lancia di Euforbo e infine Ettore gli sferra il corpo fatale.

I due schieramenti lottano per accaparrarsi il cadavere di Patroclo e Menelao è il primo ad andare a combattere per il suo possesso. Difende quel corpo fino al crepuscolo, quando infine riesce a portarlo in salvo presso le navi.

La statua nella Loggia de’ Lanzi è la copia di un originale greco e venne regalata da Pio V a Cosimo de’ Medici.

 

Polissena

Unica opera moderna tra capolavori ospitati nella Loggia de’ Lanzi, questa statua venne scolpita da Pio Fedi a metà ‘800.

Polissena, la figlia più giovane di Priamo e Ecuba, viene raffigurata in un istante drammatico. Pirro vuole rapirla per immolarla sulla tomba di Achille, in modo che la flotta di navi greche di ritorno dalla Guerra di Troia possa salpare. Ha appena ucciso Polidoro, il fratello della ragazza che giace esanime ai suoi piedi, ma il braccio sollevato di Pirro stringe ancora il pugnale, pronto a sferrare il colpo letale a Ecuba, che tenta di trattenerlo.