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Una domenica a I Gigli. Kebab, shopping e mariti sull’orlo di una crisi di nervi

“Le nuove cattedrali del nostro tempo”. Tradotto: i centri commerciali. Non l’ho detto io ma un sociologo di fama internazionale, George Ritzer. E un giro a I Gigli la domenica pomeriggio me l’ha confermato.

Metti una domenica vuota, uggiosa come il colore della canzone di Battisti. Una di quelle domeniche senza sole, senza Fiorentina, senza film che giustifichino un investimento al cinema. Una domenica un po’ masochista, una giornata modellata su misura per una parola che spesso mi suscita convulsioni: shopping. È l’eterna sfida tra coppie: la sottile linea rossa che divide il potenziale blitz giusto per vedere un paio di scarpe dal ritrovarsi a guidare verso casa riflettendo se quel pouf zebrato darà veramente un tono all’ambiente, per citare un film cult.

Insomma, I Gigli, con 282.000 mq2 di negozi e attività di ogni genere, confermano questa tendenza da poco messa nero su bianco dall’Università del Minnesota: in un centro commerciale gli uomini resistono al massimo 26 minuti, le donne superano in scioltezza le 2 ore senza problemi di sorta. Stando ai dati statunitensi, la vera prova di coppia è questa. Altro che fidanzamenti, convivenze e cene di presentazione da commedia conformista, il giro a I Gigli come banco di prova scientifico della solidità di un rapporto. E spendendo un po’ di tempo a passeggiare tra negozi e offerte, lo scenario non si discosta molto dal rapporto stilato dai cervelloni di Minneapolis. Con quattro varianti fiorentine ben identificabili.

L’uomo in fuga nel reparto tecnologia

Entro ed è un scenario post-apocalittico alla George Romero: sciami di mariti-zombie in incognito che recitano interesse per qualsiasi oggetto di elettronica, dallo smartphone con la cover dei Transformers alle cuffie con inserti in acciaio degne di Sven Vath. La tecnologia come ultimo eremo maschile, ecco spiegato il perchè Steve Jobs abbia vissuto con un paio di jeans ed una t-shirt nera vita natural durante.

Quello disperso

Allo scadere dei 26 fatidici minuti subentra un senso di inadeguatezza davanti a domande di pericolosa sfumatura, tipo: Mi sta bene? O mi ingrassa? In questi casi subentra il pilota automatico maschile che dirige l’uomo verso imprecisate lande, infilandosi con una nonchalance degna di Don Draper in shop limitrofi. Questa mossa di (auto)difesa è molto diffusa però finisce nel giro di pochi istanti con l’inappellabile: Eccoti! Ma dove eri finito?

Kebab e Fiorentina

Girando per i negozi non posso fare a meno di notare una novità, il kebab è sbarcato anche nei centri commerciali. Gli avventori sono numerosi, al 90% trattasi di uomini e la percentuale di smartphone accesi alla ricerca delle ultime news su Pepito Rossi e compagni la fa da padrona. Un colpo da maestri, riuscire a dilatare una rapida sosta cibo sui tempi di un western di Sergio Leone: tra morsi lentissimi, ordinazioni infinite e tariffa wi-fi che ormai se la gioca col PIL del Perù.

Memento, il pilota sbadato

Questa è una delle tipologie che adoro. Capita sostando davanti a negozi di moda prevalentemente femminili come Desigual, dove i tempi di permanenza della coppia si impennano al pari dello sguardo perso nella ionosfera del compagno. C’è chi, poco dopo aver varcato la soglia, si ricorda di essere smemorato e di aver lasciato un quanto mai fondamentale ombrello in auto. E con un faccia degna di un final tournament di poker a Las Vegas, si incammina verso il parcheggio: scomparendo in un buco nero per la seguente mezz’ora.

Insomma – al netto dell‘ironia – l’idiosincrasia maschile allo shopping domenicale è cosa arcinota. Ma le ricerche americane vengono in tuo aiuto: una domenica in coppia a I Gigli, fra sushi, kebab, abbigliamento, accessori e shop alla moda può rivelarsi la vera prova d’amore per un partner. Pensaci su.

Contatti 

Centro Commerciale i Gigli 

via San Quirico 165, 50013 Campi Bisenzio (Fi)

Tel. 055 8969250 

email: info@igigli.it- igigli.it 

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