Riccardo Barthel, il design d’eccellenza fiorentino

Nel centro di Firenze, tra le vie dell’Oltrarno, si nasconde un piccolo villaggio artigianale in cui ogni giorno abili maestri creano lavorazioni tradizionali che hanno reso la Riccardo Barthel una delle ditte di arredamento di interni più ricercate al mondo.

Noi di Te la do io Firenze abbiamo intervistato Francesco Barthel, appassionato velista e maestro d’arte impiegato sin dall’età di 22 anni presso la società di famiglia.

Come nasce la ditta Riccardo Barthel?

Tutto inizia con mio padre, Riccardo Barthel, che nel 1976, dopo alcune esperienze di vendita nel settore edile, decide di approdare nel campo dell’arredamento rilevando un punto vendita di ceramiche.

Da quel primo nucleo in Via dei Fossi, è iniziata la nostra produzione di piastrelle, oltre ad accessori da bagno, lumi e maniglie, finché nel 1994 ci siamo spostati in Via dei Serragli, dove abbiamo creato una piccola cittadella di laboratori artigianali con cui realizzare i nostri progetti di arredo e restauro.

Dal 2001 abbiamo aperto una seconda sede a Forte dei Marmi e nel 2003 a causa della mia tarda passione per le barche d’epoca avviene l’incursione nel mondo della nautica con la nascita della divisione Yachting, focalizzata principalmente nelle forniture per restauri di imbarcazioni storiche.

Cos’è l’artigianato per l’azienda Riccardo Barthel?

La scelta di creare una cittadella artigianale è stata dettata dal desiderio di conservare le lavorazioni tradizionali legate all’arredamento, ma soprattutto dalla necessità di poter realizzare l’idea progettata senza passaggi intermedi. La clientela che visita lo showroom rimane sempre a bocca aperta davanti agli artigiani mentre lavorano, purtroppo, però, la cultura dell’artigianato si sta perdendo sia per colpa dei giovani che degli anziani.

riccardo barthel - logo

Da un lato ci sono alcuni maestri che non vogliono tramandare le proprie conoscenze per paura che venga rubata la loro arte, dall’altro i giovani apprendisti che non fanno molto per imparare un mestiere. Noi cerchiamo di favorire il ricambio generazionale e spesso stranieri (provenienti soprattutto dall’Europa) ci chiedono addirittura di poter lavorare gratuitamente, ma le normative italiane impongono molte limitazioni alle aziende: scoraggiando ogni tipo di apertura ai giovani.

Le vostre lavorazioni più apprezzate e richieste dalla clientela?

Il cliente è affascinato dalla versatilità. Inizialmente eravamo conosciuti per la vendita e la produzione di mattonelle, poi per la realizzazione di cucine e bagni, quindi non si tratta di una lavorazione specifica, ma della capacità di progettare uno spazio in toto.

I nostri laboratori negli anni ci hanno reso un punto di riferimento per coloro che hanno necessità di restaurare o riprodurre un oggetto vecchio, e capita spesso che si rivolgano a noi clienti ai quali è stato detto che una certa idea non si possa realizzare. Personalmente credo che quando una cosa sembra impossibile, basta guardarsi intorno e osservare tutto ciò che è stato fatto nel passato. Se l’hanno fatto loro, possiamo farlo anche noi. Non si può dire “non si può fare!”.

La progettazione e l’iter creativo: come create un oggetto?

Il nostro lavoro si basa sul restauro o riutilizzo di vecchi oggetti acquistati in giro per l’Europa, che riescono a trasmettere la “sensazione di casa”: possono essere mobili, ma anche pezzi in ferro che cambiano la loro funzione primaria trasformandosi in tavoli, lampade o scaffalature.

Non abbiamo l’ambizione di imporci sul cliente, ma anzi miriamo a costruire un progetto per farlo sentire effettivamente a casa sua, coniugando gusto, praticità e tecnologia. La bellezza del nostro lavoro risiede proprio nella varietà delle commissioni, dalle più importanti per le persone in vista, ai lavori semplici per coloro che, anche con sacrifici, preferiscono avere materiali particolari e pregiati, ma non per questo meno degne di nota.

I lavori che vi hanno dato maggiore soddisfazione?

E’ difficile dirlo poiché alcuni richiedono anni per la loro complessità e capita davvero di affezionarsi come fossero amici o parenti. Un lavoro importante dell’area fiorentina è l’Hotel Villa Bordoni a Greve in Chianti, mentre per le imbarcazioni sicuramente la partecipazione al restauro di Lulworth, un 46 metri del 1920, ritenuto da appassionati e addetti ai lavori il “restauro del secolo”.

Novità imminenti per il futuro?

Anche quest’anno rinnoviamo la collaborazione con Taste organizzando nel nostro negozio Ortobello, il mercatino alimentare a km zero con i coltivatori diretti, cercati personalmente nella campagna fiorentina. E’ un evento che ho voluto fortemente per portare nel nostro cortile l’allegria e la semplicità che si respira nei mercati, ma soprattutto mi piace dare un senso di apertura della bottega Riccardo Barthel, e la risposta del pubblico è sempre entusiastica.