Fairy: quest’anno il sabato LGBT fiorentino è al Doris

Sabato 1 ottobre inaugura la nuova stagione di FAIRY, il sabato sera gay e lesbico fiorentino.

Abbiamo intervistato Fabrizio, il suo creatore, chiedendogli anticipazioni sulla nuova stagione e sulla nuova location, lo storico Doris in via Pandolfini (in cui ogni 3° sabato del mese si terranno le serate women-only GoldenGaya).

> Dopo aver trascorso la passata stagione al Costes quest’anno siete tornati in centro, dove avevate iniziato l’avventura Fairy 4 anni fa. Quali sono i motivi di questo ritorno?

Abbiamo scelto di tornare in centro per molti motivi.
Il primo è che i locali LGBT, a Firenze, sono nati in centro. Penso al Tabasco, al Crisco e a molti altri che si sono succeduti negli anni.
Inoltre, in questo momento di crisi, volevamo anche andare incontro ai tanti studenti fuori sede che vivono a Firenze o a coloro che non hanno la macchina per spostarsi in periferia.
Tra le discoteche presenti in centro, abbiamo scelto il Doris per molti motivi: perché ha una storia pluriennale alle spalle, perché è in una via molto nota della movida notturna, perché il proprietario fa parte della comunità LGBT e perché il locale dispone di 3 sale, che permettono di diversificare il pubblico.

> Quali sono le novità principali di questa stagione?

Grazie alle 3 sale presenti al Doris e al potente impianto acustico sarà la musica a fare da padrona quest’anno.
Ospiteremo numerosi dj internazionali, differenziando la musica nelle varie sale (commerciale, house, etc).
Un altro elemento distintivo sarò il costo dell’ingresso: realizzeremo serate di livello tenendo l’ingresso a 10€, con consumazione inclusa.
E’ una sfida, ma sentiamo di doverlo alla città di Firenze.

> Qualche anticipazione sugli ospiti?

Potrei dirti “Vamos a la playa” – e qualcuno capirà.

> Facciamo un passo indietro. Quando è nato il Fairy e perché?

Il Fairy è nato 4 anni fa.
All’epoca in Toscana c’era una sola realtà grande (Mamamia e Hub) e volevamo movimentare la movida gay fiorentina, costituita prevalentemente da locali per soli uomini.
Ci siamo chiesti: perché Firenze non può avere un locale LGBT aperto a tutti?
Così iniziammo dal centro, al Kitsch 2, con una serata a ingresso libero.
Il successo è stato immediato e nel giro di 3 mesi abbiamo creato un nome.
Questo nome ha permesso a me e ai miei (ormai) ex-soci di portare il Fairy all’Antella 3 anni fa, al Costes l’anno scorso e quest’anno al Doris.
Ogni anno abbiamo cambiato location perché per un motivo o per l’altro lo stile del Fairy si è evoluto, ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: fare serate divertenti e di qualità, aperte a tutti.

> Nel corso degli anni avete ospitato molti volti noti della musica e dello spettacolo. Puoi farmi qualche nome?

Tra i tanti ricordo Paola e Chiara, Mara Maionchi, Neja, Francesca Cipriani de “La pupa e il secchione”, Daniele Interrante.
Ogni stagione organizziamo 5/6 ospitate con personaggi del mondo dello spettacolo.

> Qual è la composizione del pubblico che viene alle vostre serate?

L’80% del pubblico è gay e lesbico, con una leggera prevalenza del pubblico maschile. E’ poi presente anche un 20% di pubblico che passa perché siamo in locali importanti (es: Costes, Doris). Il controllo che facciamo è di comportamento: quando uno all’interno del locale si comporta bene non ci interessa il suo l’orientamento sessuale.

> Questo flyer con spilletta cos’è?

Questo è il flyer dell’inaugurazione.
Contiene una spilletta, che permette a chi la possiede di avere l’ingresso ridotto alle nostre serate per tutta la stagione invernale (10€, con consumazione inclusa), senza bisogno di liste o PR.
La spilletta non è personale, può essere passata ad altre persone, ed è un regalo che vogliamo fare a Firenze e ai fiorentini per dimostrare quanto teniamo a questa città.
Potete richiederla ai PR, sul nostro sito oppure direttamente al locale.

> Come giudichi il rapporto di Firenze (intesa sia come popolazione che come amministrazione politica) con il popolo LGBT e viceversa?

Fino a 4 anni fa credo che la maggior parte dei fiorentini non conoscesse ciò che avveniva nel mondo gay.
Quasi tutti i locali erano in vie poco visibili e richiedevano una tessera per entrare.
Era quindi un rapporto tra persone che non si conoscevano.
La vera esposizione è avvenuta 4 anni, quando il Fairy ha iniziato a organizzare serate LGBT in un locale aperto al pubblico come il Kitsch 2, solitamente molto frequentato dal pubblico etero.
La selezione era naturale: se la serata ti piaceva restavi, se non ti piaceva andavi via.
Nonostante questo, l’impatto sulla popolazione è ancora scarso. Lo sforzo di noi organizzatori di serate rimane comunque racchiuso nei locali, dove ad esempio i meno giovani non vengono.
Non si vedono ancora spettacoli nelle vie cittadine, come ad esempio avviene a Torre del Lago.

Foto: Niccolò Scelfo