Ti porto lungo la via degli olivi dal Galluzzo alla Certosa

Tra non molto inizia la stagione della raccolta delle olive e io sento una gran voglia di camminare a piedi.

Questa settimana ti porto a scoprire le mille sfumature di verde e gli incredibili profumi della cinta argentea che circonda a sud-est Firenze, lungo una splendida via degli olivi. 

Arrivare al Galluzzo

Saranno anche arretrati e inadeguati i servizi degli autobus a Firenze, ma quando non hai l’ansia di arrivare in tempo al lavoro, ti danno la possibilità di scoprire la poesia di certi itinerari. Io per il Galluzzo prendo il 36 dalla stazione, che sale dolcemente e mi fermo in paese. Il Galluzzo una volta faceva comune a sé e da qui parte la mia escursione: partenza da Via Silvani, direzione Pozzolatico.

Ripidamente sulle orme di Galilei

È una faticosa salita quella che ci porta in via Vecchia di Pozzolatico, il cui nome latino Puteum laticum, ovvero poggio degli olivi, ben presenta questo territorio di muretti a secco dai quali ammirare straordinari panorami verso sud del colle di Pian de’ Giullari, dove si intravede l’ingresso verde di Villa Il Gioiello, in cui dimorò il grande Galileo Galilei.

Ma io sono venuto qui per stare in mezzo agli olivi e dunque mi godo questo panorama di oro verde, tra tante case e ville da ammirare: la Torricella, il Lastrico, Villa l’Olivuzzo. Luoghi ed edifici che in macchina non si riescono a godere. A piedi invece potete fare il più tradizionale viaggio nel tempo, fingendovi nobile o contadino.

I dolci segreti del Parigi

Imbocchiamo via della Luigiana, il lato destro è fiorentino, il sinistro imprunetino, con le fattorie e le case signorili che si contendono gli olivi e il terreno di Tommaso Corbinelli, una straordinaria collinetta conosciuta come Il Parigi. Continuiamo su questa stretta strada di campagna, con le sue serre, gli orti e ovviamente olivi a perdita d’occhio. Qui l’agricoltura nata nel primo medioevo è ancora presente e viva.

via degli olivi galluzzo certosa

Dirigendoci di nuovo verso il Galluzzo e sfiorando ormai i 4 km di camminata, rimaniamo sorpresi di questo tipico paesaggio da calendario toscano, con la bellissima scoperta della Cappella in pietra di Villa Rapi Corbinelli.

La Certosa per forza o per amore

Nel sali e scendi verso il paese del Galluzzo, intravediamo tra uno scorcio e l’altro l’imponente Certosa. Sulla sinistra anche la trecentesca casa detta I morli, ovvero i mandorli, perché un tempo erano questi e non gli olivi a dominare il territorio.

Dal Galluzzo, la direzione è ovviamente la Certosa. Qui, dopo quasi 5 km, ci attendono storia, architettura, religione, natura. Da vedere, da visitare e scoprire.

Credits foto: Jenn Reitz (cover)  Matteo Bimonte (foto interna)