Pioggia su Firenze. Addio estate.

Oh, il Lamma l’aveva detto. Domenica piove. E così è stato.

Tengo la finestra aperta, pigramente assorta. Ieri era tutto un chiedere le ferie? Tutto bene? Dove sei stato. Non ci credo,  Pippino e Pippina si son lasciati mentre erano in Corsica. Lo sbrocco totale, due traghetti diversi, addirittura. Io da piccolina invece di traghetto dicevo Draghetto e mi immaginavo arrivasse Grisù, da qualche parte. Vabbè, insomma. E te Ciccia? Che ciucca, con Avventure nel Mondo alle Falde del Kilimangiaro. Ma paraponziponzipo lo cantavate mai? E Licia Colò? Sì, sì, sono simpatica, lo so. Una cosa innata. Ordiniamo da bere?

No è che forse non ve ne accorgete ma mentre la pioggia scende stiamo automaticamente impacchettando tutti i ricordi dell’estate. Riguardiamo le foto sugli album di Facebook, tutti belli, tutti abbronzati, tutti alla sagra del Mojito. Ma quanti milioni di italiani c’erano in Puglia quest’estate? Io ne ho contati ventisettemilioniquatrocentotrentatremilacentotre.

E domani di nuovo in ufficio. Mi viene in mente il video dei Groove Armada My Friend, la storia di una ragazza che appena rientrata dalle ferie accende tristemente il pc (un bello schermo a tubo catodico, di quelli in grado di polverizzarti le cornee) e fra un sospiro e un file aperto a rallentatore rimembra le bisbocce appena concluse con due sue amiche bonazze in qualche isola del divertimento e della perdizione. Ad un certo punto è seduta sul wc e si accorge che è pure finita la carta igienica. L’apoteosi della sfiga (e anche del gusto narrativo). Credo che ci sentiremo un po’ così, domani. Fai ciao alle infradito con la manina.
Contiamo su questo autunno inverno fiorentino va. Che sia ricco di stimoli.