Perché conviene far diventare verde piazza Duomo

Piazza Duomo, il cuore di Firenze, entro il 2015 – in occasione dell’avvento di papa Francesco – pensa a rifarsi il look con un progetto verde.

Sono le 22,30 di una sera di mezza estate. Le strade perpendicolari a piazza Duomo sono deserte. Reduce da un aperitivo con amici alle Giubbe Rosse, mi dirigo alla fermata dell’autobus alla stazione Santa Maria Novella. Mi affretto e con passo rapido e repentino attraverso piazza San Giovanni,  onde evitare di incappare in qualche ubriaco molesto in cerca di rogne.

D’improvviso mi rendo conto che dopo la pedonalizzazione voluta dall’amministrazione comunale targata Renzi, il cuore di Firenze è profondamente minacciato. Minacciato da orde barbare di turisti che bivaccano sulle scalinate della chiesa, di ubriachi che si accasciano sulle pareti del Battistero – peraltro preso recentemente di mira dalla mano subdola di un vandalo che ne ha imbrattato il marmo -, di gruppi infoiati di ragazzini che vociano neanche fossero allo stadio. 

Piazza Duomo

Poi penso al progetto di riqualificazione della piazza, oggetto della contesa tra Matteo Renzi e Franco Lucchesi presidente dell’Opera del Duomo di Firenze, e tiro un sospiro di sollievo. Inizio a fantasticare – sempre mentre sono sui miei passi verso la fermata del bus – sul nuovo aspetto che piazza San Giovanni entro il 2015 – in occasione della venuta di papa Francesco in città – dovrebbe assumere.

Panchine, vasi di fiori e nuova cartellonistica: sarebbe questo il progetto verde pensato per la zona. Mera utopia? Può darsi. In effetti ad oggi, dopo la scomparsa degli autobus e la pedonalizzazione dell’area, il Comune ha proceduto soltanto alla pulitura delle facciate dei monumenti, aggredite dallo smog.

Sono quasi giunta alla fermata del 17 sotto la pensilina della stazione Santa Maria Novella, mi volto e zac. Malgrado l’immagine da suk di piazza Duomo non mi abbandoni, non posso fare a meno di pensare alla grandezza di Firenze. È sufficiente un rapido sguardo alla cupola del Brunelleschi che spunta tra gli edifici e che, maestosa e puntuale, mi ricorda quanto la città sia fortunata a custodire un patrimonio artistico e culturale tanto bello quanto indifeso.

Credits: immagine in evidenza Fondazione Florens; immagine interna Rodrigo Soldon