Miss Italia: tra Cenerentola a Montecatini e Jersey Shore

In Italia non si scappa. La Chiesa è la Chiesa, Sanremo è Sanremo. Miss Italia è Miss Italia. La ragazza della porta accanto va a braccetto con le lasagne della domenica, le camicie inamidate, il ragazzo di buona famiglia. Il brillocco. La casa in campagna. I solidi valori morali.

Miss Italia è la ragazza attaccata alla famiglia, che le fanno l’intervista nella sua cameretta piena di kitschissimi peluche presi al luna park il sabato pomeriggio, zucchero filato col fidanzato. Ama le cose semplici. Studia. Negli ultimi anni il trend si è spostato da “voglio fare la giornalista e studio Scienze della Comunicazione” a “frequento il II anno di Filosofia”. Ma questi sono solo venti passeggeri, gli stessi che volevano la Miss bella in carne nei primi anni di concorso (1959, ndr) e che adesso la vogliono naturalmente bella. Non troppo sunkissed, non troppo filiforme.E comunque.

Una pioggia di eliminazioni si è abbattuta sul virginale concorso, quest’anno nella nuova location toscana di Montecatini Terme. Prima una, poi un’altra, Raffaella Modugno e Alice Bellotto, rispettivamente Miss Curve d’Italia Elena Mirò Lazio 2011 e Miss Wella Veneto. Poi un’altra ancora,domenica notte: Tiziana Piergianni, Miss Liguria. Il motivo? Ritrovamento di foto e video considerati hot in rete. Nell’ultimo caso, la partecipazione ad un reality per modelle che la vedeva immortalata a seno nudo, durante uno shooting fotografico. Verrebbe da dire, –oioi, per due capezzoli-. Ma l’articolo 8 del concorso parla chiaro, le concorrenti non devono “essere mai state ritratte in pose di nudo, o comunque sconvenienti“. Cioè, fatemi capire. Qualcuno ha sgamato un video di sollazzi Giusy Ferrarri style? Le suddette Miss si sono fatte intervistare da The Club ubriache fradice? Guardate che il format domanda/risposta è identico, stesse domande idiote, stesse risposte idiote.

Il punto è questo: può esserci il junk televisivo di questo mondo, ma Miss Italia si ostina a voler sembrare  un’oasi felice. Quella dove tutte le ragazze sono immacolate, dove si scherza sì, ma l’integrità prima di tutto. C’è intransigenza per un lifestyle troppo libertino, la stirpe Mirigliani (il nonno Enzo, la zia Patrizia) lo sottolinea con veemenza, scalciando fuori concorso chi trasgredisce. Il che, non ci sbagliamo, è giusto, la legge è uguale per tutti. Ce lo insegna la storia, soprattutto quella recente.

E’ quell’aura di perbenismo totalmente fuori dal tempo che urta. Quel tocco che non sa di  vintage ma di arretratezza tascabile. E come se negli anni non ci fossero state Cacao Meravigliao, Ragazze Cin Cin, Veline, Letterine, Passaparoline… Troniste. La tivvù è piena di lati A, lati B, ugole al vento: ma il concorso non si tocca. Scandali, intercettazioni, ipotetiche infrazioni non ve ne sono. Si porta avanti la tradizione della bella ragazza che un giorno diventa famosa. Cenerentola downtown. Poco importa se poi esce e si rifà tutta (o se rimane cerebrolesa, ne ho più in testa un paio). Non esistono macchie, non ve ne sono. Come nella Chiesa, come a Sanremo.

E a proposito di monnezza seriale… lunedì sera è ripartito il Jersey Shore. Tamarri in vista, su Firenze.