Job-sharing: condividere il lavoro

In una società in cui la parola “condivisione” sta spopolando, il verbo “to share” è diventato di dominio pubblico.

Conosciamo il bike-sharing, il car-sharing, come anche file e/o video sharing: condividiamo informazioni con gli altri utenti del web, condividiamo mezzi di trasporto con i nostri concittadini, condividiamo parti della nostra vita privata e sociale tramite i social network.

Sembrerebbe che lo “sharing” sia la frontiera del futuro. E probabilmente è per questo che, alla faccia della crisi, alcune grandi aziende italiane hanno deciso di optare per una nuova forma di contratti di lavoro al passo con i tempi: nasce il Job-sharing.

 Cos’è Job-sharing?

Con job-sharing si intende una nuova tipologia di contratto di lavoro che prevede  tre contraenti: da un lato il datore di lavoro, dall’altro due soggetti che condividono orario e mansioni.

Ciò può risultare interessante per conciliare gli impegni familiari dei lavoratori con quelli lavorativi, in quanto permette una razionalizzazione dei tempi di lavoro, che vengono stabiliti dai lavoratori stessi.

Un’esempio pratico?

Lux-Ottica: contratti innovativi

Lux-ottica, azienda leader nel settore dell’occhialeria, ha optato per questa nuova modalità di contratto integrativo aziendale con lo scopo di superare la crisi e ridurre la precarietà.

Con la proposta del job-sharing familiare il lavoratore potrà condividere il proprio posto di lavoro (e la propria paga) con un parente stretto, sia esso il coniuge, un fratello disoccupato o in cassa integrazione, o un figlio che sta terminando gli studi.

Quali i vantaggi?

Tenendo in considerazione il fatto che è necessario un legame di fiducia tra i contraenti che condividono il lavoro, i pregi superano di gran lunga i limiti della proposta: infatti l’azienda godrà di un maggiore impegno dei lavoratori e un calo del fenomeno dell’assenteismo, che comportano un aumento della produttività; il lavoratori, d’altro canto, avranno più tempo da dedicare alla famiglia, ai propri interessi e anche, perchè no, di cercare un secondo lavoro.

“La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.” (A. Einstein)