cinema manzoni firenze

Che fine ha fatto il cinema Manzoni di Firenze?

Il cinema Manzoni di Firenze era per me un appuntamento fisso, a due passi da casa. Vederlo oggi transennato è uno spettacolo indecoroso. Lo stesso che accomuna quei tempietti della cultura che hanno chiuso i battenti.

Quando il cinema Manzoni di Firenze ha chiuso i battenti nel quartiere 5 ci siamo sentiti tutti un po’ più poveri. Fino a qualche anno fa abitavo in via Mariti. Il Manzoni era praticamente un appuntamento fisso e ammetto che la programmazione non era niente male. Ma soprattutto ravvivava una strada che con il tempo è stata sempre più consegnata al degrado. Trascinando polemiche e malumori di chi vedeva via Mariti brulicare di gente e attività commerciali prima della serrata.

È sufficiente un rapido giro tra gli esercenti, quelli storici che ancora resistono – «i negozi falliscono con una velocità imbarazzante», lanciano un monito – e due chiacchiere con i residenti, per rendermi conto di quanto la zona si sia spopolata negli ultimi anni. «Il Manzoni lasciato in quelle condizioni, poi, è un peccato e ci penalizza», incalza qualcuno.

cinema manzoni di firenze

Ad oggi l’ex cinema – che a partire dal 2009 ha rimpolpato le fila delle sale sulle quali si sono spenti i riflettori – è transennato su ogni lato. Ricettacolo di rifiuti e parcheggio per le biciclette, è divenuto – e non stupisce – vittima di un futuro che si prospetta cupo e rischia di gettare ancora più ombra su uno dei simboli, ormai andati, delle zone di Novoli e Rifredi.

Circa un anno fa la struttura è finita addirittura su un sito di affitti in cui erano specificati il prezzo e l’eventuale destinazione d’uso. La proprietaria, Monica Manzo, aveva accennato ad un progetto già esistente che avrebbe interessato il cinema: un ampio parcheggio a due piani. Eppure, l’argomento ‘Manzoni’ sembra essere sprofondato nel dimenticatoio.

Di lui restano solo 1500 mq inutilizzati che pesano, e non poco, su una Firenze sempre più avara di schermi. Inghiottita da chiusure lapidarie di questi tempietti della cultura. E non parlo solo dei cinema – l’ultima vittima è il Colonna, a cui fa da contraltare per fortuna la riapertura dell’Alfieri – ma anche delle librerie fiorentine. Senza contare tutti quegli edifici fantasma in attesa di risposte e progetti. Progetti che latitano e che spogliano la città di sogni e speranze.

Credits: Wikimedia (cover)