«Caricatela su Youporn!» Fiorentina-Juventus: le migliori frasi di una domenica d’ordinaria follia

Dopo anni sono tornato a vedere Fiorentina-Juventus al Franchi. E il resoconto è uno show tinto di viola con frasi epiche che hanno scatenato i fiorentini in una domenica che è già entrata nella memoria collettiva.

Risultato finale: Fiorentina-Juventus 4-2. Ormai tutto è stato raccontato della sarabanda di emozioni che ha portato ad una vittoria attesa 15 anni. Ma oltre il campo da gioco e il sinistro magico di Pepito Rossi, sugli spalti e attorno al Franchi è andato in scena un vero show fiorentino. Con alcune frasi, striscioni e sfottò da ricordare. Una sorta di best of della goduria applicata al tifo.

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«Non dire gatto se tu ce l’hai in testa». Da domenica sera questa frase accompagnerà vita natural durante gli incubi più reconditi e oscuri di Antonio Conte. A proposito, dormirà col gatto in terra o sul cuscino? Misteri dell’arredamento.

«Gianni Morandi mangia la Juve». Striscione geniale della Fiesole, farcito di un sarcasmo che sta al politically correct come Tevez sta all’estetica maxillo-facciale. Firenze, si sa, è grande anche in questo.

«Ho visto delle mitraglie, bene, gli abbiamo reso 4 fucilate!» Un Andrea Della Valle euforico, con gli occhi di chi è appena uscito da un coitus tanto inaspettato quanto memorabile – inneggiato dal pubblico – fa intuire il proprio stato di trance allucinatoria davanti alla tribuna autorità del Franchi. E poi via, a saltellare con mezza Firenze davanti al Bar Marisa.

«Ora voglio morire. Se tu mi devi chiamare, chiamami ora!» 45enne random all’uscita della Maratona, più sudato di Giuliano Ferrara dopo un editoriale di un’ora in diretta tv, che indicando il cielo sfida la morte come un novello Ingmar Bergman. E poi c’è chi sostiene che è una partita come un’altra…

«Amazing! Fuckin’ amazing!» Un manipolo di spettatori yankee finiti al Franchi pensando di vedere una cosa come le cheerleader che saltellano sulle note di Jay-Z. E che invece si sono ritrovati spostati di 3 file in mezzo ad una bolgia umana che urlava “Merde!”, esultando come matti per il primo gol in Serie A di Joaquin. Entrati per caso, usciti con un master in tricologia. Applicata ad Antonio Conte, ovviamente.

« Gnamo, c’è da ritornare a casa a masturbarsi: ora la caricano su Youporn!» Straordinario esempio di passione erotico-calcistica, di godimento totale e irrazionale per i propri colori. D’altronde come avrebbe detto il Perozzi: cos’è il genio? È fantasia, intuizione e velocità d’esecuzione. E aggiungi pure un po’ di goliardia fiorentina, che di certo non stona.

«La mitragliatrice ficcatela nel…» E qui scatta una censura che definire ovvia sarebbe pleonastico. Ad ogni modo, dopo i gol bianconeri di Tevez e Pogba, Firenze si è sentita non solo delusa e sconfortata ma pure beffata nel modo più bruciante.

I gobbi segnano, vanno sopra e nello stadio di Batistuta esultano con uno dei simboli del Re Leone: scherza coi fanti, ma lascia stare i santi. 0-2, 4-2. E partono di nuovo gli inviti al settore ospiti di posizionare accuratamente il mirino e la canna più o meno ad altezza-Giovinco.

«Tevez, unn’è mica Halloween: levati la maschera!» Striscione apparso in parterre di Fiesole. Semplicemente inattaccabile.

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“Benvenuto Antonio”. Mi trovavo a qualche decina di metri da loro, e in questo caso la foto parla da sola. Una sarabanda di follia, plastica, ossigeno, acrilico e sarcasmo griffati Firenze. Con dedica speciale all’Antonio dagli occhi Rossi.

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