Alla ricerca del Cinema perduto. Le sale storiche di Firenze

Firenze e i suoi cinema nel centro cittadino. Sale dal grande valore storico e sociale, che nel corso dei decenni sono state luoghi fondamentali per la cultura. Ma non oggi.

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Insegne vintage per le vie del centro o poco fuori, legate ad epoche e fermenti culturali profondamente diversi tra loro ma accomunate da un solo fil rouge: la magia della sala cinematografica. Spazi che hanno segnato Firenze e i fiorentini per molte generazioni, diventando parte di essi. E dell’immaginario collettivo.

In questa prima parte: Eolo, Apollo, Ariston, Ciak e Universale. Cinque nomi per cinque differenti storie, dal finale comune: silenzio in sala e serrande malinconicamente chiuse da anni, senza alcuna nuova attività. Là dove un tempo passavano film, aggregazione e socialità.

Cinema Eolo

L’Eolo: una delle sale storiche del Novecento fiorentino, nel cuore dell’Oltrarno: in Borgo San Frediano. Il primo complesso ad avere due sale, cuore pulsante delle svariate attività culturali e cinematografiche che contraddistinguevano il movimentato diladdarno.

Un pezzo di storia, chiuso a fine anni ’90 e repentinamente trasformato nella forma e nella sostanza, diventando sala Bingo all’inizio degli anni zero. Un salto nel buio, un giro di roulette durato l’arco di pochi anni. Prima dell’abbandono definitivo.

Cinema Rex – Apollo

L’Apollo di Via Nazionale, uno dei gioielli architettonici del ‘900 fiorentino e uno dei cinema più datati della città. Con una storia alle spalle che nasce sui possedimenti terrieri del barone Franceschini a inizio ‘900, fino ad arrivare a essere uno dei cinema più moderni e capienti di Firenze dal dopoguerra in poi.

I 3000 posti a sedere, lo stile razionale e vagamente futurista (arricchito dalle insegne al neon) lo fecero diventare un punto di riferimento cittadino. Nel 1981, rimase nella memoria anche per un irripetibile live dei padri dell’elettronica: i Kraftwerk. Qualche anno dopo il declino inesorabile, fino all’abbandono. E al recente progetto di partizione in appartamenti privati (2008).

Cinema Ariston

In Piazza degli Ottaviani, a due passi dalla centralissima Via Tornabuoni, sorge l’Ariston: sala fra le più antiche e prestigiose di Firenze. Nacque con l’arrivo della pellicola in città e rimase per molti anni cinema dalla programmazione fittissima, contribuendo alla fama di Firenze quale città cinefila.

Anche l’Ariston condivide lo stesso inglorioso destino dell’Eolo: chiuso a fine anni ’90, frettolosamente rilanciato come sala Bingo pochissimi anni dopo. Infine rimasto à la mercé dei più disparati agenti esterni dalla chiusura di quest’ultima, otto anni fa.

Ciak

Cinema Ciak Firenze

Il Ciak, ribattezzato poi Alter Ciak, è stata la sala principe dell’ultimo ventennio nel cuore più pulsante e caratteristico di Firenze: il Mercato Centrale di San Lorenzo (in Via Faenza). Nato nei primi anni ’80 come cinema a luci rosse, col nome di Columbia, divenne cinema di qualità all’inizio degli anni ’90, coinvolgendo il rione in una programmazione di sguardo internazionale.

Dal 2005 divenne Alter: esperimento di cinema alternativo in una zona storica, che si faceva sempre più caotica. Durò un biennio; anche in questo caso i titoli di coda scesero, insieme al bandone, nel 2008.

Cinema Universale

L’Universale – dal 1974 d’essai – rappresenta per Firenze una storia unica. Qualcosa che mescola leggende metropolitane con schegge di anarchia creativa; ironia e goliardia fiorentina con un caos culturale senza freni. È stato scritto e narrato tutto e il contrario di tutto su questo cinema di Via Pisana, a pochi passi da Porta San Frediano. Anima irripetibile di una Firenze in costante fermento, dagli anni dell’autunno caldo ai leggendari e pop anni ’80.

cinema universale firenze

Molti personaggi e personalità di rilievo cittadine sono passate da qui; da un cinema che riusciva a unire una programmazione d’essai, a forte connotazione politica, con la cultura bassa e la spontaneità guascona e un po’ caciaresca del vulgo. Un’oasi di pazzi, punk, ultras, impiegati, studenti, tossici, dark, giornalisti: un misto fra un coffee shop e un centro sociale. Con un minimo comun denominatore a sorreggere il tutto: l’amore per il cinema (con commento e urlo libero). Palestra di vita, ancor prima che sala.

Dopo 35 anni di storia e sketch mitizzati, come il giro in vespa nel cinema, la magia dell’Universale svanì assieme al Muro di Berlino, dicembre 1989. Divenne poi discoteca, per arrivare ad oggi. Nessun happy ending: saracinesca tuttora giù. Ma un film del regista fiorentino Federico Micali sta per farlo rivivere in tutta la sua magia anarchica. 

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Leggi anche la seconda parte del nostro viaggio tra i cinema perduti di Firenze.

Photo credits: immagine in evidenza – Art Crimes; cinema Ciak – Trash World; Cinema Universale – Cinema Universale D’essai Firenze