le murate firenze

3 curiosità sull’ex carcere delle Murate a Firenze

È stato scelto tra i migliori progetti urbani in Europa. In effetti il risanamento dell’ex carcere delle Murate a Firenze ha restituito al quartiere di Santa Croce ampio respiro. Ti racconto 3 curiosità su uno degli edifici più chiacchierati degli ultimi anni.

L’ho visitato un paio di anni fa il complesso delle Murate. Ad accogliermi fu Antonino, che mi aprì le porte di casa sua illustrandomi alcune delle difficoltà legate alle case popolari che sono state edificate al momento della riqualificazione dell’edificio.

Al di là delle inferriate, delle alte mura e di alcuni dettagli che preservano l’idea del carcere, appena ho messo piede alle Murate ho avuto la sensazione di trovarmi in un complesso residenziale. Merito anche della piazzetta interna, Madonna della Neve, che racchiude un’oasi nel bel mezzo del centro storico di Firenze.

Come nasce il nome Le Murate?

Le Murate nascono come un monastero. Fino al 1424 ospitano delle monache di clausura, dette appunto murate, che fino ad allora avevano vissuto in delle minuscole casette edificate sul ponte Rubaconte (oggi ponte alle Grazie) in condizioni di assoluta miseria e povertà.

Da monastero a carcere maschile

Il monastero viene soppresso nel 1808 per poi essere ristrutturato nel 1845 dall’architetto Domenico Giraldi e trasformato in carcere maschile. Le Murate a Firenze ospitano i detenuti per circa 100 anni per poi vederli trasferiti a Sollicciano.

Peraltro pare che proprio lì lo scultore Luigi Pampaloni tenesse il suo studio e che fra le altre cose avesse scolpito la statua di Leopoldo I.

Oltre allo scultore il carcere delle Murate – prima di divenire tale – annovera tra i suoi finanziatori Lorenzo de’ Medici e tra gli ospiti (che testimoniano la ricchezza di questo posto) Caterina Sforza.

Le murate firenze, la piazza

Il recupero della struttura negli anni Novanta

Bisogna attendere gli anni Novanta tuttavia per assistere – dopo secoli di segregazioni – al processo di recupero della struttura. Il risultato, oggi sotto gli occhi di tutti, è che il cortile del carcere è diventato una piazza pedonale sulla quale si aprono ristoranti e associazioni.

Dalla piazza, inoltre, si può accedere ad alcuni corridoi della prigione sui quali si affacciano le vecchie celle. La memoria delle Murate a Firenze è palpabile in ogni angolo. Da due anni ancora di più. Nel 2011 è stato infatti inaugurato l’omonimo caffè letterario: un punto di riferimento (anche internazionale) per la cultura e l’arte in città.

Photo credit: argentum nitricum (cover); wikimedia (immagine interna)