Film Middle East Now. Dal 12 al 16 aprile il Festival sul Medio Oriente

Firenze rivolge lo sguardo al Medio Oriente. E lo fa con una rassegna di 30 film e documentari, con mostre fotografiche, incontri e degustazioni culinarie. Tutto questo è Film Middle East now.

Arrivato alla sua terza edizione, il Festival anche quest’anno si focalizza su temi legati ai difficili equilibri geopolitici di una terra affascinante e ricca di talenti artistici. La rassegna, che si svolge tra Cinema Odeon ed Auditorium Stensen, presenta in anteprima italiana ed europea un’ampia cinematografia contemporanea, raccontando gli scenari politici e sociali, dall’ Iran alla Palestina, dalla Giordania alla Siria, all’Afghanistan.

Si parte giovedì 12 aprile con lo Yemen e il bellissimo documentario The Reluctant Revolutionary del regista scozzese Sean McAllister che, attraverso gli occhi di una guida turistica locale Kais, ci dà uno spaccato interessante sulla pacifica rivoluzione di questo paese. La proiezione avverrà in sala alla presenza del regista e della produttrice iraniana Elhum Shakerifar. Dalla Palestina arriva invece il film 5 Broken Cameras, un’opera alla quale hanno collaborato un regista palestinese e uno israeliano.

Da non perdere l’assoluta prima mondiale di #Syria, di Hamza El-Abdulla, film che racconta la rivoluzione siriana attraverso Facebook e Twitter, e il ruolo che questi hanno avuto nel mobilitare i giovani e la coscienza collettiva. E ancora un’altra anteprima europea con On The Road to Downtown di Sherif Elbendary, sulla quotidianità vissuta al Cairo da quattro diversi personaggi.

Tra le novità di quest’anno la sezione “Animazione e Cartoons dal Middle East
con i sei capitoli di ‘Wikisham‘, la serie di cartoni animati sulla rivoluzione in Siria, creati da un gruppo di illustratori fuoriusciti dal Paese, che ironizza in modo dissacrante sul regime di Assad.

Da completamento alla rassegna cinematografica due mostre che si protrarranno fino al 1° maggio alla Tethys Gallery e la Galleria Otto Luogo dell’Arte, entrambe in via Maggio. La prima s’intitola “In the Light of Darkness” di Kate Brooks.  Partita per il Medio Oriente all’età di 23 anni, subito dopo l’attentato alle Torri Gemelle, la photo reporter americana documenta la storia di molti paesi, attraverso un viaggio tra rivoluzioni, guerre e vita quotidiana.

La seconda “Listen” con video e scatti di Newsha Tavakolian propone sei ritratti di cantanti iraniane, alle quali è proibito, in base ai dettami religiosi del proprio paese, cantare e suonare in pubblico e pubblicare CD come soliste.

Il Middle East Film Festival è, senza dubbio, la miglior occasione per conoscere e approfondire la storia recente del Medio Oriente, e la cultura di tante società diverse dalle mille contraddizioni. E grazie al prezioso lavoro degli organizzatori ed ideatori del Festival,  Lisa Chiari e Roberto Ruta, dell’ Associazione Map of Creation, tutto questo è reso possibile oggi proprio a Firenze.

Il programma completo su www.middleastnow.it