Fantasmagonia. Spiriti letterari alle Murate

Giovedì 16 febbraio ore 18.30 al Caffè delle Murate, Michele Mari in un reading musicale della sua ultima raccolta di racconti surreali intitolata Fantasmagonia.

«Per fare un fantasma occorrono una vita, un male, un luogo»
Così ci dice una delle penne più raffinate d’Italia, Michele Mari, dalle pagine della sua ultima fatica intitolata Fantasmagonia.

Termina infatti con un vademecum per la costruzione di un fantasma questa raccolta di trentaquattro racconti lirico-malinconico-ironici (ma soprattutto i primi due aggettivi sono giusti, perché da ridere c’è poco).

I Fantasmi

I racconti sono popolati da personaggi pescati con cura dalla letteratura e dalla cultura per essere proiettati in scenari surreali dove regna il presentimento del Malissimo in arrivo.

Borges e Omero, entrambi ciechi, commentano da bordo campo un’immaginaria finale Grecia-Argentina. Il protagonista de Il Processo di Kafka, Josef K., scopre di avere qualcosa in comune con Pinocchio. Il Barone Rosso mitraglia l’aereo di Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de Il Piccolo Principe, mentre il suo personaggio si accapiglia con Pierino Porcospino.

Un florilegio di invenzioni in cui Michele Mari (Tutto il ferro della torre Eiffel, Rosso Floyd, …) evoca il demone della letteratura con l’abilità di uno sciamano professionista, costruendo un ricamo di richiami degno della miglior nonna da uncinetto.

Un Assaggio

Per farvi un’idea di quello che sentirete, ecco un estratto che ci piace:

«E il segreto è che io intrattengo certi rapporti con certi esseri spaventosi, esseri che tu non esiteresti a definire diabolici… Ma se oltre a Fogazzaro tu avessi letto anche Tolkien sapresti che esistono demoni molto più antichi del diavolo, demoni che vengono molto prima dell’umanità, prima di Dio e prima del nostro universo…»
Si sentirono i primi colpi, lontanissimi. E già l’acqua nel bicchiere aveva incominciato a tremare.
«Cosa sono questi colpi?»
«Ne sta venendo uno per te, l’ho chiamato io».
«Ma chi è?»
«Un demone del mondo antico, come quello che trascina Gandalf nell’abisso».
Ora i colpi erano boati, e facevano tremare le pareti.
«Perché vedi, amore mio, il mondo antico non è piccolo. E’ grandissimo».

Una letteratura di passati remoti e citazionismo colto-ma-accessibile. C’è ancora spazio per questo? Sì, c’è ancora spazio, soprattutto se qualcuno di qualificato – l’autore ci pare sufficiente – ce lo legge anche. Giovedì 16 febbraio, al Caffè delle Murate, Piazza delle Murate, ore 18.30.