gegè telosforo

Una chiacchierata con Gegé, che ha reso jazz il Capodanno di Firenze

Da Arbore a Firenze, dove ha riempito Piazza della Repubblica per Capodanno: ma chi è Gegè Telesforo? Abbiamo fatto una chiacchierata con il musicista, prima del concerto. 

Sin da ragazzina ho sempre seguito con curiosità i progetti musicali di Gegè Telesforo e del suo pigmalione Renzo Arbore. In primis quella trasmissione televisiva D.O.C., che già dal nome preannunciava qualcosa di (rara) qualità. Una promessa mantenuta, come ha dimostrato il concerto di San Silvestro a Firenze. 

Jazz vocalist, polistrumentista, conduttore radio e tv. In quale ruolo ti senti più a tuo agio?

Sono un musicista e tutto quello che faccio ruota intorno alla musica, al mio essere musicista e appassionato di musica. I musicisti di solito sono molto presi dalle cose che fanno loro. Io invece continuo a regalarmi linfa vitale quotidianamente, ascoltando tanta musica: jazz, musica classica e contemporanea, R&B di ieri e di oggi.

La tua carriera artistica è stata tracciata da Renzo Arbore: com’è lavorare con lui e che esperienza ti lascia?

Lavorando con lui e stando con lui sia per lavoro che altro, ho imparato a “vivere da artista”. Un conto è “fare” l’artista, un altro è vivere da artista. Per fare questa professione ci devi mettere tanto impegno, tanta passione, e una professionalità che a volte si dimentica e che assolutamente gli artisti devono avere. Con Arbore ho imparato a vivere facendo cose che mi piacciono, dando un senso a tutto quello che mi passava per la testa quando ero ragazzo.

gegè telosforo

Parliamo di Nu Joy, il tuo ultimo progetto. Cosa c’è di nuovo in questo disco? 

Credo che sia l’evoluzione di quello che ho sempre suonato e della musica che continuo ad ascoltare. Siamo l’unica band italiana nel catalogo jazz per Columbia Records. . Volevo mantenere l’impianto sonoro del trio acustico (batteria, contrabbasso, pianoforte) con molte voci e alcune amici special guest. Il tutto con un suono da contemporary R&B e questo ci ha portato fortuna.

Il disco è stato pubblicato ormai un anno fa, per due mesi è stato primo in classifica nel jazz su iTunes, sia come album sia con un singolo che si intitola Last goodbye. Sono con me Domenico Sanna al pianoforte, Joseph Bassi al contrabbasso, Roberto Pistolesi alla batteria e le due voci, Greta Panettieri, cantante italo-americana e Arnaldo Santoro, il più bravo soul brother italiano in questo momento.

Domanda di rito: cosa significa per te Firenze?

Purtroppo Firenze non l’ho frequentata tanto, non c’è tanto jazz qui, a parte la presenza di alcuni strepitosi musicisti che sono anche degli amici. Non c’è mai stato un vero e proprio circuito di Jazz. Firenze, da un punto di vista geografico-musicale è considerata una città rock e di cantautori. Noi musicisti di jazz non abbiamo avuto molte chance di frequentarla professionalmente. Però è una città che conosco molto bene, che amo e che trovo molto ospitale.

capodanno piazza della repubblica

A poche ore dallo scoccare della mezzanotte è tempo di bilanci e previsioni. Cosa speri per te e la tua musica?

Credo che l’Italia abbia un potenziale spaventoso dal punto di vista intellettuale, culturale e artistico. Spero finalmente che qualcuno si renda conto che possa questa essere la nostra salvezza: la bellezza del paese, il turismo e il mangiare bene. Il numero impressionante di artisti e di eccellenze che vivono qui e che tengono alta la cultura del nostro paese possano dare man forte.

Altrimenti continueremo a fare le nostre tournée anche all’estero e staremo a vedere, ma sono sicuro che il 2014 sarà un anno molto importante e delicato per una rinascita che ci aspettiamo tutti. Con ansia e da parecchio.