Ugo Marano. La straordinaria manualità dell’artista infinito. Fino al 30 aprile

La galleria Otto luogo dell’arte dedica una personale all’artista Ugo Marano. Fino a fine febbraio nelle sede di via Maggio, al 43 rosso. Dal 1 marzo alcuni pezzi della collezione Holtz  che sono in mostra, saranno esposti nella nuova sede della galleria, stessa via, al 13 rosso.

Prorogata fino al 30 aprile

Una galleria d’arte contemporanea nella via degli antiquari che hanno fatto e fanno la storia della città in questo settore, provoca un piacere sottile, la sensazione adolescenziale di aver visto qualcosa di ardito.

Uno spazio, quello al 43 rosso, non molto grande ma perfettamente curato dove le opere dell’artista Ugo Marano, recentemente scomparso, trovano una collocazione perfetta.

Perfette di fatto sono le creazioni di questo artista che non ha mai rinunciato alla componente artigianale del suo lavoro.

Una mostra di sculture in ferro e terracotta, ceramiche e disegni. Un corpus eterogeneo. Uno spirito unico. L’incontro delle idee con una dimensione del fare che pare naturale, senza fatica, di una spontaneità disarmante.

Un tema ricorrente è il mare o meglio, l’evocazione del mare, la sua profondità, la luce cercata e ricreata negli effetti del mosaico; il volo di un uccello che è colto nell’attimo; sempre uguale, sempre diverso.

La sedia del pensiero è un oggetto magico nato da mani artigiane, da un’idea quasi solo accennata, concreta nella perfezione grafica con cui il ferro perde tutta la sua pesantezza e il mosaico si fa l’unica delicata decorazione possibile.

Ugo Marano, salernitano, dopo gli studi accademici si avvicina al mondo della ceramica, poi del ferro, arrivando ad accostarsi all’informale. Negli anni ’80 a Milano, la sua attività si collega a quella della galleria Megalopoli e della sua anima, Agneta Holst. Gallerista colta, cosmopolita curiosa e proiettata a una visione di arte e design, pensiero e gesto, che si fondono senza prevalere uno sull’altro.

Una visione moderna che Olivia Toscani Rucellai ha ereditato e che con Otto luogo dell’arte porta avanti, promuovendo il connubio tra creazione artistica e lavoro manuale.

Una galleria e un artista da conoscere; una per l’unicità degli intenti, la bellezza degli spazi, il rigore del fare, l’altro per il puro piacere di vedere come cultura, filosofia, estro e arte prendano forma e anima.