Tutti i colori della facciata bianca di Santo Spirito

Metti insieme la suggestione da un artista meraviglioso, il ricordo di un evento, l’estro di un professore e la fantasia di un gruppo di studenti ne verrà fuori un progetto che è un’idea attualissima e ricca di spunti.

Per i fiorentini la facciata bianca di Santo Spirito è un dato di fatto, la sua natura di “non finito” è un dato acquisito, non suscita certo stupore che non sapendo come Brunelleschi avesse voluto finire la facciata, si decise per la semplicità più assoluta. Chi arriva in piazza Santo Spirito la prima volta invece, è incuriosito da quella così particolare facciata, essenziale, pulita ma dalla silhouette tutt’altro che scontata.

In ogni caso Santo Spirito è unica, affascinante, semplice e raffinata, ipnotica nel suo essere un po’ misteriosa, nello stimolare curiosità e suggerire ipotesi di finitura possibili.

Negli anni Ottanta, il genio di Mario Mariotti, artista fiorentino di Santo Spirito diede vita a una performance artistica che prevedeva la proiezione sulla facciata bianca di una serie di proposte più o meno ardite e provocatorie, sul possibile completamento della facciata.

Una calda serata estiva che in molti ancora ricordano e che aveva lasciato un ricordo forte anche in Marcello Scalzo, allora studente oggi professore alla facoltà di architettura, vulcanico e fantasioso (lo stesso del progetto Firenze immaginaria) che dalle suggestioni di Mariotti mescolate al ricordo di una canzone degli Abba, ha dato vita a un progetto che è anche un omaggio a questo grandissimo artista.

Una chiesa/una facciata: Santo Spirito il titolo di questa iniziativa che ha visto coinvolti gli studenti del corso di grafica di Scalzo.

Sono nate tante facciate diverse, spiritose, ironiche, dissacranti, suggestive, tutte comunque coloratissime…perché una facciata bianca è come una tela nuova che deve essere riempita. Irresistibile.