This is not a film. Il gioiello del regista iraniano Jafar Panahi in anteprima all’Odeon

E’ un evento unico e imperdibile quello di giovedì 9 febbraio al cinema Odeon, l’anteprima italiana di “This is not a film”, il nuovo documentario di Jafar Panahi e Mojtaba Mirtahmasb.

Presentato sia a Cannes, come evento speciale fuori concorso, che al festival di Venezia “This is not a Film”, come dice il titolo stesso, non è un film ma il racconto della vita del regista durante gli arresti domiciliari in attesa della sentenza d’appello e della successiva condanna a 6 anni di carcere e 20 anni di interdizione dal mestiere di regista dopo l’arresto del 2 marzo 2010 per la partecipazione ai movimenti di protesta contro il regime iraniano.

Dalle stanze del suo appartamento di Teheran, Jafar, con l’aiuto dell’amico documentarista Mirtahmasb, per anni presidente dell’Associazione documentaristi iraniani, racconta del film che voleva girare ma non ha mai potuto farlo a causa dell’aggressiva censura del governo iraniano. Racconta la sua vita quotidiana, le lunghe telefonate con l’avvocato.

“Abbiamo lavorato come due musicisti che si siedono e cominciano a improvvisare. Da tempo avevo intenzione di girare un documentario su un film che non ha ottenuto l’autorizzazione dal governo di essere realizzato. Così abbiamo fatto come i parrucchieri che, quando non hanno i clienti, si aggiustano l’un l’altro i capelli”.

Tra quelle mura di quella casa diventate una prigione, mentre all’esterno infiamma la rivolta, nasce questo “non-film”, realizzato in parte con l’iphone del regista e in parte ripreso dall’amico Mojtaba. Le riprese sono durate 10 giorni e tutto è costato 3200 euro. Panahi ha dichiarato: “Vogliamo dimostrare che tra i film su ordinazione o il divieto di esprimersi con la propria opera esiste una terza via: fare film ugualmente. Quando non è possibile orientare la cinepresa fuori, rivolgiamola verso noi stessi, che riflettiamo quello che accade nella società”.

Uscito clandestinamente in Iran grazie ad una chiavetta usb, “This is not a film” non è solo un documentario, è un reperto storico, è una riflessione sulla censura, sull’importanza della narrazione come strumento di libertà d’epressione, sulla forza del racconto e del suo impatto sociale e su come al giorno d’oggi sia impossibile fermarne la diffusione.

Ad introdurre il film ci sarà il giornalista e scrittore Ahmad Rafat (autore tra gli altri del libro “Iran: la rivoluzione on-line”). Interverranno anche Felicetta Ferraro (iranista, addetto culturale dell’Ambiasciata Italiana a Tehran) e la giornalista Vanna Vannuccini (inviata speciale de “La Repubblica”).
La serata è realizzata in collaborazione con “Middle East Now”, il festival fiorentino di cinema e documentari dedicato al Medioriente contemporaneo, la cui terza edizione si terrà il prossimo aprile 2012.