The Artist, tornare al passato per fare qualcosa di nuovo

Esce venerdì 9 dicembre uno dei film più originali dell’anno, sebbene non abbia niente di nuovo.

Dopo le atmosfere nostalgiche di Midnight in Paris, l’ultimo Allen, arriva in sala The Artist, del francese Michel Hazanavicius che della nostalgia ha fatto la sua ‘Cup of Tea’.

Siamo a Hollywood alla fine dei ‘Roaring Twenties’, George Valentine (non a caso ricorda il leggendario Rodolfo Valentino), interpretato dal bravissimo Jean Dujardin (che si è portato a casa il premio come miglior attore a Cannes e che è fra i favoriti anche agli Oscar), è una star del cinema muto e ha milioni di ammiratrici, fra cui la bellissima Peppy (Bérénice Bejo), che dopo una foto scattata per caso con l’attore, finita sul giornale, diventa in pochissimo tempo una star Hollywoodiana.

L’ascesa di Peppy coincide con l’arrivo del cinema sonoro che lascia indietro i divi muti, fra cui Valentine che, caduto in disgrazia, non riesce a mettersi al passo con i tempi, esattamente come successe alla Gloria Swanson di Viale del Tramonto (Sunset Boulevard, 1950).

 

The Artist non solo è sul cinema muto (già rischioso di per sé), ma è un film muto vero e proprio, con didascalie e musiche.
Non temete: lo troverete stupendo, grazie alla poesia con la quale Hazanavicius ha sviluppato l’azione.
Vi accorgerete che se le immagini sono così potenti, merito di una coppia di attori veramente eccezionale, le parole sono del tutto superflue!