Superstudio/backstage. L’architettura incontra l’arte

Fino al 26 febbraio, allo spazio CID/Arti visive del Pecci a Prato la mostra che documenta il percorso di Superstudio dal 1966 al 1978, uno sguardo a questa storica esperienza fiorentina dell’architettura radicale.

Nel 1966 Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia fondano Superstudio, negli anni a venire si unirianno a loro  Roberto Magris, Gian Piero Frassinelli, Alessandro Magris e Alessandro Poli.
E il mondo di architettura e design non fu più lo stesso.

La storia è quella dell’esperienza di sei ragazzi giovanissimi che creano un movimento, perché il loro fu senza dubbio un movimento e di tipo critico per giunta. A essere criticato era lo stato delle cose in Italia a metà degli anni Sessanta.

Un lavoro, per dirla con le parole di Natalini “..in una specie di terra di nessuno, che era quella che si stendeva tra arte e design, tra politica e utopia, tra filosofia e antropologia, era un tentativo radicale..” Probabilmente da questo la definizione di architettura radicale, una critica radicale alla società dei consumi si, ma più complessivamente al contesto nel quale si  lavorava.

Superstudio coltivò utopie in negativo, l’irrazionale veniva coltivato per opporsi all’eccessivo razionalismo e al mito del funzionalismo. L’intento era quello di diffondere l’architettura e il design d’avanguardia.

I rapporti di amicizia e scambio a livello europeo (con gli inglesi di Archigram per esempio) crearono delle radici ramificate e una risonanza molto importante, che poi portò alla consacrazione definitiva, a livello mondiale, con la mostra “ Italy the new domestic landscape” al Moma di New York nel 1972.

Poi ci fu l’esperienza con Archizoom, Sottsass e altri protagonisti dell’architettura radicale, di “Global tools” che produsse alcuni grandi seminari senza mai però veramente decollare.
Dunque ognuno prese la propria strada…

In mostra, immagini fotografiche, alcuni oggetti della serie storica Istogrammi del 1969, litografie, lampade originali, pubblicazioni e film di Superstudio. Inoltre, il modello della prima mostra congiunta di Superstudio e Archizoom Superarchitettura (1966/2002), realizzato in occasione della rassegna regionale Continuità in Toscana: 1945-2000 il microambiente originale realizzato per la mostra al Moma del 1972.