Stefano Bollani live alla Sala Vanni il 7 ottobre

Qualcosa di esclusivo, qualcosa di limitato. Fosse un film, potrebbe essere: Il fascino discreto della borghesia; sonora, nel nostro caso.

Bollani e “il pianista misterioso”

Jazz e talento musicale innato fuori dagli schemi, fusi assieme. Il risultato? Beh, ha nome e cognome: Stefano Bollani. Per i fiorentini l’occasione per godersi uno dei suoi magici live sarà Venerdì 7 Ottobre, alla Sala Vanni (Piazza del Carmine), dalle ore 21,15; teatro dell’inedito spettacolo: ”Il pianista misterioso”.

Don’t shoot the pianist

Un archetipo dei film Western è sicuramente il Saloon, dove regna incessante il suono del pianoforte. E, di pari passo, la scritta: ”Don’t shoot the pianist”. Come a voler sottolineare che – per sua natura – quella è una figura appartenente al mondo, ma solo per difetto. Mentre tutto attorno si agita, il pianista crea. Accompagna. Il pianista è portavoce degli animi, metronomo degli umori. Da sempre.

Genio, Jazz e Johan Cruijff

E Bollani non scappa a questa (quanto mai ampia) definizione. Artista sui generis: personalità in bilico fra ironia, satira pungente, compositore istrionico e virtuoso innovatore. Unico. A volte è lecito usare una parola che, ormai, ha perso gran parte del suo senso originario: genio. Un genio musicale, ma non soltanto. Personalità dotata: a suo agio al piano (in tutti i generi musicali esplorabili), alla composizione, alla scrittura, all’ideazione e conduzione di un (bellissimo) format Tv. Polivalente, con naturalezza ed originalità. Caso unico. Per chi mastica un po’ di calcio, lo Johan Cruijff della musica jazz e d’autore: a tutto campo, senza cali d’intensità e talento.

Sfide sonore e colori di Carroll

E questo spettacolo pare incentrato proprio sulla contaminazione sonora, partendo dal genere che – più di ogni altro – è allergico ad asettiche etichette: il jazz. Il genere che Bollani non solo ha (re)interpretato, ma pure personalizzato. Come solo i grandissimi sanno.

Jazz, qualcuno lo ha definito come erotismo (musicale) romantico. Ma qui c’è di più: è una sfida col gusto del duello, all’insegna dell’interazione sonora, col pubblico; in una cornice intima e di enorme fascino. Un viaggio avventuroso, a volte tortuoso, inedito, decisamente diverso. Un’escursione guidata – senza filtro – nel talento creativo. Evocando atmosfere e colori da romanzo di Lewis Carroll.

Per chi è stanco della ripetitiva aridità del panorama musicale (standard) attuale, un buon investimento – a breve e lungo termine – è questo. La soluzione a tali problemi si chiama Stefano Bollani. Meglio ancora se live. Appunto.