Nudi per l’arte. Le installazioni umane di Spencer Tunick

Se il naturismo è una filosofia di vita con spazi esclusivi dedicati, l’arte riporta il corpo umano nudo anche al centro di spazi pubblici.

Così almeno fanno le installazioni umane di Spencer Tunick quarantenne fotografo statunitense che con l’esaltazione della nudità ha costruito un’intera carriera. Carismatico e geniale è l’unico che riesca a far spogliare e posare insieme migliaia di persone per farle entrare in una visione artistica.

Spesso criticato e almeno una volta, anche arrestato (al Rockefeller Center dove era con una modella nuda per una sessione fotografica) Spencer Tunick crea immagini suggestive che hanno come protagonisti persone nude, solitamente volontari, visto che i suoi progetti più conosciuti prevedono la presenza di centinaia a volte migliaia di persone.

Un lavoro che ha condotto Tunick in giro per il mondo in ambientazioni naturali sensazionali ma anche nelle grandi metropoli da New York a Londra, da Roma a Tokio a creare scene quasi surreali di nudo di massa.

Senza entrare nel merito della questione se questa sia o meno una pura manifestazione  di libertà d’espressione ci piace sottolineare l’aspetto più prettamente legato all’essere umano nella sua nudità che nel contesto di queste immagini si trasforma completamente perdendo ogni implicazione erotica, sessuale e persino estetica (nel senso della visione di un corpo perfetto e patinato).

I corpi umani nudi appaiono così democraticamente tutti sullo stesso piano e alla stregua di oggetti o medium, utili a una rappresentazione artistica.

I temi indagati da Tunick sono diversi e tutti con un fascino proprio particolare. L’ultima grande performance è del giugno scorso quando a Monaco per l’apertura della stagione estiva dell’ente lirico Bayerische Staatsoper  il fotografo ha dato forma a una performance di grande effetto con 1700 persone i cui corpi nudi sono stati completamente dipinti di rosso e oro.