Nobraino live a Firenze, intervista a Lorenzo Kruger

Un regalo per voi: ”Romagna mia, Romagna in fiore..”. No, tranquilli, non si tratta del cofanetto deluxe di Raul Casadei. Beh, le coordinate geografiche sono quelle giuste, ma la musica decisamente no. In questo caso gli stereotipi nazional-popolari – tanto più quelli musicali – vanno riposti gentilmente nel cassetto: parliamo dei Nobraino. E della provincia che non t’aspetti. O quasi.

Nasce da qui (udite, udite…nella ultra-balneare Riccione), uno dei migliori prospetti nell’orizzonte musicale indipendente italiano. Sì, perchè soffermandoci un attimo sull’inarrestabile crescita – nell’ultimo anno – di questa folk/rock band atipica, ironica, intelligente e coinvolgente, che si esibirà a Firenze (Parco delle Cascine; martedì 30 agosto, ore 22; ingresso gratuito), ci pare di essere davanti ad una storia di ascesa musicale dai contorni quasi statunitensi. Non nel suono, ma sicuramente nel percorso. Partire come una squadra di basket formata da amici nella ridente provincia romagnola e ritrovarsi, dopo innumerevoli e nomadi live on the road, a vincere il sondaggio di XL sul miglior gruppo emergente italiano. Altro che Emilia Paranoica. Neanche il David Lynch di Twin Peaks avrebbe potuto stupire di più.

E, in questa straordinaria parabola, la dimensione-live conta. Eccome, se conta. Proprio gli strepitosi e sorprendenti concerti della band emiliana sono stati l’innesco per l’esplosione di una (meritata) popolarità su larga scala. Ed il live fiorentino di martedì segnerà l’ultima tappa di un estenuante tour per l’Italia. Bene. E adesso eccoci al vero regalo: abbiamo intervistato per voi Lorenzo Kruger, l’istrionica voce della band emiliana. Sentite un po’:

Partiamo dalla vostra musica: il folk-rock indipendente e dalla vostra città: Riccione. Come nasce questo strano connubio?

”La nostra dimensione live deve molto alla Romagna, al ballo, alle feste, al travestimento. L’importante è ricordarsi che un dj non è un musicista e viceversa”.

Per il ”Fantomatico tour dei Teatri” avete deciso di re-interpretare brani originali in chiave acustica; una scelta coraggiosa dettata da cosa?

”Volevamo staccare un po’ dall’elettrico e cercare il nostro pubblico in altri contesti. Vorremmo che le persone si abituassero ad incontrarci in diverse vesti, chi non ha voglia di seguire veramente i nostri umori musicali è meglio che si allontani il prima possibile dai Nobraino”.

Più di tre anni on the road per le province d’Italia, poi l’exploit di ‘No Usa! No UK!’, che vi ha portato prima a Sanremo poi a Parla con Me ed, infine, a vincere il sondaggio nuova musica italiana proposto da XL: cambiamenti significativi; progetti per il prossimo futuro?

”Fare un bel disco. Andremo in studio a fine tour e dovrebbe uscire a primavera 2012”.

Cosa ne pensate dell’attuale scena Indie italiana che sembra dare (qualche) segnale di risveglio?

”A me pare un gran bel panorama, c’è molto movimento di idee musicali e c’è gente ai concerti. Penso che musicisti e promoter siano i responsabili di qualcosa di bello che deve assolutamente continuare a crescere”.

Il titolo del vostro ultimo LP: ”No Usa! No Uk!” ha colpito molto; qual è il messaggio che intendete mandare con una scelta così anti-conformista?

”E’ un titolo molto suggestivo e personalmente ogni volta mi stimola risposte diverse, per oggi ti dirò che dal riconoscersi inizia la grande arte del riconoscere”.