Muse, in arrivo il nuovo album nel 2012

La news era trapelata qualche settimana fa: i Muse sono appena usciti dai loro studi di registrazione col materiale che andrà a comporre il nuovo disco, in uscita per settembre 2012.

Nella (lunga ed estenuante) attesa del nuovo lavoro, ecco intanto alcune immagini direttamente dagli studi di registrazione. Un appetizer per i fan che, siamo sicuri, metterà ancora più sete di curiosità.

La band di Matthew Bellamy ha inoltre annunciato che questa sesta fatica sarà incentrata su un sound più ”soft” rispetto agli ultimi lavori. Parole di Dominic Howard (il batterista del gruppo): ”Potrebbe essere un rock meno pesante, – afferma – ma poi sarebbe compito mio e di Chris renderlo ancora heavy. Una ninna-nanna heavy rock. Questa tendenza, comunque, si evolverà in qualche modo”.

Questo quanto dichiarato poche settimane fa, all’ingresso del trio negli studi della City inglese. Adesso, il materiale registrato è copioso e differente: ogni componente ha, infatti, registrato pro domo sua i pezzi che andranno a comporre l’album. Un puzzle (alternative) di inediti. Aleggia ancora il riserbo più fitto sul nome della nuova ed attesissima creatura, che seguirà il successo spiazzante – tre anni dopo – di The Resistance. Una cosa, però, è certa: si prospetta un LP in evoluzione, come da anni ci hanno abituato i tre artisti del Devon.

Una carriera più che decennale: dai fasti del debutto-shock di Showbiz (con tanto di make-up retrò), per continuare – ondeggiando e differenziando – attraverso album memorabili e personali, come Absolution e Black Holes And Revelations. Un percorso che poche band affacciatisi (all’inizio del millennio) nell’affollatissima golden rush della scena indie-alternative globale, sono riuscite a mantenere. Forse nessuno come loro ha inglobato popolarità e successi, crescendo di disco in disco. Mietendo live coinvolgenti come pochi.

Una conquista trasversale. Un boom degno degli anni ’50: magnetizzando in maniera filo-pop schiere di fan e riuscendo a rimanere in bilico sui versanti alternative, prog e rock. Con incursioni electro. Contaminando e sperimentando. Con qualche passaggio a vuoto, ma mantenendo sempre alto il profilo: (ri)fuggendo qualsiasi manicheismo compositivo di sorta.

Insomma, non scomodando il gotha-musicale Radiohead, se esiste un altro gruppo post-2000 che ha contribuito all’emancipazione di un sound figlio della grigia ed umida provincia britannica, spazzando via la noia e le atmosfere bigie, quelli sono Bellamy e soci. Fra inquietudini, passione, aggressività e scenari – a volte – apocalittici. Una fune acrobatica, sulla quale riuscire a comporre e restare in equilibrio, è esercizio per pochi.

Appuntamento – salvo sorprese e nuove indiscrezioni – a settembre 2012. Time is running out.