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Marco Parente e Ryland Bouchard: un disco, 4 mani, 2 voci, 2 lingue

La prima volta che sentii Marco Parente dal vivo fu qualche anno fa, quasi per caso, e da allora ho cominciato a seguirlo. Ora mi ritrovo con lui in un bar fiorentino a fare quattro chiacchiere sul suo vecchio-nuovo progetto con il cantautore americano Ryland Bouchard.

Per portarlo avanti in piena libertà Marco è approdato sulla piattaforma di crowd funding Musicraiser dove fino al 25 novembre è possibile partecipare al progetto discografico con un contributo, che sarà ricompensato in diverse modalità: dal CD in download all’house concert privato, fino alla possibilità di ospitare una data del loro prossimo tour primaverile.  

Partecipa al progetto discografico

“Un disco di nuove canzoni, 4 mani, 2 voci, 2 lingue, ognuno la sua!” Di cosa si tratta?

È un’idea nata circa 4 anni fa. Avevo sentito i lavori di Ryland, quando ancora si faceva chiamare The Robot Ate Me. Mi aveva colpito tantissimo perché sentivo una grande affinità con il suo modo di fare musica, che riconoscevo molto naturale e simile al mio. Ci incontrammo durante il suo tour italiano, a Bologna, e qualche tempo dopo tornò per lavorare con me.

Quando Ryland arrivò a casa mia, io avevo appena finito di portare in giro il mio lavoro “Il diavolaccio” ed ero completamente svuotato e stanco, creativamente. Ma il fatto che Ryland fosse lì fu un grande stimolo. Nessuno di noi aveva le idee molto chiare su cosa fare ma eravamo d’accordo di provare a scrivere qualcosa da zero piuttosto che lavorare su materiale già esistente di uno o dell’altro. 

La mattina dopo il suo arrivo mi alzo e lo trovo in cucina che già sta provando qualcosa con la sua chitarra. Il progetto era partito. Nel giro di mezza giornata avevamo già 2 canzoni pronte.

I brani del disco sono cantati sia in inglese che in italiano. Perché questa scelta?

La lingua, la differenza linguistica, è parte del progetto stesso, dell’esperienza. Ryland ama molto l’italiano, come suona, e gli piace molto come io canto in italiano, lo trova molto “naturale”. È venuto quindi naturale dirsi io scrivo in italiano, tu in inglese e vediamo cosa viene fuori. Questo non avviene in tutti i brani ma l’effetto è sorprendente e suggestivo, come nel primo brano che abbiamo diffuso, “Foresta di Specchi“.

Il nostro non è un duetto, come vanno di moda adesso. Né un testo è la traduzione dell’altro. Ognuno ha scritto la propria canzone e i due testi viaggiano parallelamente all’interno della stessa canzone ma nonostante siano diversi dialogano fra loro. Appunto, pezzi scritti a 4 mani, con 2 voci e 2 lingue, qualcosa di nuovo ed originale in questo tipo di collaborazioni.

Come è avvenuta la composizione “a quattro mani” di queste canzoni?

La composizione di una canzone avviene per il 60% con due teste e 4 mani che vi lavorano sopra mentre per il 40% tende a prevalere uno o l’altro. Ma questo è giusto perché non si deve forzare nessuno a seguire l’altro. È una sorta di improvvisazione compositiva che diventa spartito e viene ulteriormente elaborato da entrambi, condividendo, cambiando.

L’apporto mio o di Ryland poteva essere anche il silenzio e la sola presenza. E comunque, anche se un brano è più “Marco” o “Ryland“, quello che li contraddistingue e li accomuna tutti, rendendo questa opera coesa e completa, è il fatto che ogni canzone è frutto di questa esperienza e appartiene a quell’onda di energia che abbiamo condiviso e senza la quale non sarebbero nate. In fondo se quella mattina svegliandomi non avessi trovato Ryland in cucina a suonare, queste canzoni non esisterebbero.

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E adesso, dopo tutto questo tempo, vi siete incontrati di nuovo per portare a termine il progetto…

Non ci interessava lavorare a distanza e abbiamo aspettato il momento opportuno per riprendere in mano il progetto. Quando ci siamo incontrati di nuovo ognuno di noi aveva l’ulteriore bagaglio di questi 4 anni di attesa, una diversa consapevolezza ma la stessa identica energia.

In quel momento è nata l’idea di Musicraiser, come possibilità di portare avanti il nostro progetto fuori da dinamiche e meccanismi tradizionali di mercato grazie al supporto delle persone. Abbiamo così finito il lavoro iniziato 4 anni prima e abbiamo scritto altre 3 canzoni, arrivando così a 9.

Che effetto vi ha fatto riascoltare le canzoni di 4 anni fa?

Ci siamo incredibilmente trovati a “togliere” quello che già c’era e spesso era l’affezione allo strumento con il quale avevi scritto la canzone, come la chitarra. Levando quella cosa tutto diventava all’improvviso più chiaro, tutto si apriva, diventava aria.

Abbiamo tolto le cose che erano il marchio di ognuno di noi, il nostro ego, l’identità forte della scrittura, ma l’abbiamo tolte per mescolarle con quello che invece abbiamo condiviso e aggiunto. Il “filo concettuale” che lega i brani è l’esperienza in sé che abbiamo vissuto, il nostro confronto attraverso l’arte ed il suono della lingua. In questo senso credo che il lavoro sia estremamente vero e, dal punto di vista del suono, puro.

Partecipa al progetto discografico

 

Marco Parente & Ryland Bouchard su Musicraiser

Fino al 25 novembre è possibile partecipare al progetto discografico.

Tutti coloro che vorranno prendervi parte lo potranno fare dando un contributo con diverse modalità. Le ricompense vanno dall’album digitale, CD e vinile in edizione limitata che i raisers riceveranno con un mese di anticipo dall’uscita ufficiale nei record store, prevista per inizio 2014. 

Per la sottoscrizione di ognuno di questi pacchetti è inoltre previsto un ascolto esclusivo del work in progress tramite l’invio di ben due brani ancora in fase di lavorazione. Sottoscrivendo invece i maggiori contributi sarà possibile ospitare l’House Concert oppure ospitare una data live del tour che Marco e Ryland faranno in primavera per presentare il loro lavoro.