Litfiba al Mandela Forum il primo Giugno. Per un live storico

I Litfiba giocano in casa. Con una line up d’eccezione, ad alto tasso di nostalgia. Rigorosamente in stile new wave.

Ogni appassionato di calcio che si rispetti è solito ripetere a memoria la formazione che più ha amato della sua squadra del cuore. Il primo Giugno quella da recitare sarà la seguente: Pelù, Renzulli, MaroccoloAiazzi, Trambusti, Poggipollini. Più un talento “in prestito”, che risponde al nome di Federico Fiumani.

Vale a dire, scendono in campo gli alfieri del Rinascimento Rock degli anni Ottanta: quando la Firenze che contava era quella della new wave. Quando l’inno nazionale era Re del silenzio, piuttosto che Siberia. Quando niente sembrava destinato a rimanere come prima.

“Io avevo saputo che c’era un gruppo che si era trovato un paio di volte, e che cercavano un cantante… mi ero appena lasciato col mio primo gruppo, quindi cercavo una situazione di gente un po’ più matta, che fosse disposta a mettersi in discussione completamente… e l’ho trovata in Via Dei Bardi.”

A due passi da Ponte Vecchio, oltre a Ghigo, c’erano proprio Aiazzi e Maroccolo. La storia poteva cominciare. E non fermarsi. Dopo 23 anni dall’ultimo live insieme, una delle formazioni più esplosive che il rock italiano ricordi si riunisce sul palco. Per la gioia dei fan della vecchia guardia, che avranno soltanto da rimpiangere Ringo De Palma, magari dedicandogli Il volo. E per la sorpresa di chi forse ha sempre creduto che i Litfiba fossero solamente due.

CCCP, CSI, Marlene Kuntz: solo alcune delle band nelle quali i fuoriclasse di Via dei Bardi hanno in seguito militato. Desaparecido, 17 Re, Litfiba 3: la clamorosa trilogia del potere creata insieme. Meno di un decennio per consacrare Firenze epicentro di una scossa tellurica che si propagherà ovunque, con l’inconfondibile voce di Piero a segnare picchi mai visti sui sismografi musicali italiani.

A inizio degli anni novanta arriva El Diablo, ma anche Trambusti e Poggipollini. All’alba del nuovo millennio l’avventura dei Litfiba sembra invece essere finita. Il resto è storia recente, e non molto luminosa, perlomeno fino alla definitiva reunion di due anni fa.

Ci mancavano, i Litfiba: ma forse ce ne siamo resi conto soltanto quando sono tornati a riempire il palco con la grinta di sempre. Campioni di razza, Piero il fantasista poliedrico e pirotecnico, Ghigo pilastro un po’ imbolsito, ma sempre bandiera amatissima. Squadra che vince non si cambia, d’altronde.

Al massimo si ricostituisce, come per questo 1 di Giugno destinato a rimanere negli annali. Il debutto al Franchi, nella città che ha segnato la cifra stilistica, ma anche il dna irriverente, della band. La formazione storica. Difficile chiedere di più.

Eppure ci sarà, con Fiumani a rappresentare l’altro polo della new wave: quei Diaframma, meno famosi ma ugualmente venerati, artefici coi Litfiba della straordinaria Amsterdam. La canteranno insieme, ed improvvisamente sarà di nuovo il 1985. E sarà nuovamente new wave.

Inevitabile la nostalgia, ma vietati i rimpianti. A quanto sembra, il vero spettacolo deve ancora cominciare.