Le Luci della Centrale Elettrica in concerto alla Flog il 28 gennaio

Appuntamento il 28 gennaio con Vasco Brondi, per il tour di presentazione del suo nuovo EP: C’eravamo abbastanza amati.

Noto anche sotto il nome de Le luci della centrale elettrica, progetto artistico-musicale che porta avanti dal 2007, ne ha fatta di strada da allora Vasco Brondi.

Ferrarese, classe 1984, rivelazione al premio Tenco nel 2008 con il suo primo album di studio Canzoni da Spiaggia Deturpata e successivamente anche scrittore con Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, libro principalmente tratto dal suo blog personale e rapidamente diventato manifesto di un’intera generazione.

Artista poliedrico dunque, Brondi: può vantare nel curriculum collaborazioni con nomi che vanno da quel Francesco De Gregori al quale più di una volta è stato paragonato, passando per Manuel Agnelli degli Afterhours fino ad arrivare a Lorenzo Cherubini, che l’ha voluto come supporter per il suo ultimo tour.

Brondi che non lascia nulla al caso e per illustrare i booklet dei suoi album ha scelto i fumettisti Gipi, Andrea Bruno e Marco Cazzato.

All’inizio di dicembre – in allegato al mensile XL – è uscito C’eravamo abbastanza amati: ultimo lavoro che oltre all’inedito omonimo raccoglie le cover di tre pezzi che hanno fatto la storia della musica (Battiato, CCCP e De Gregori) e una serie di brani live tratti dal concerto al Teatro Romano di Verona dello scorso 3 settembre, tra cui Un campo Lungo Cinematografico in duetto con Rachele Bastreghi dei Baustelle. Citando le sue parole: “Questo disco è stato come un laboratorio, assomiglia agli esperimenti che faccio a casa che però di solito non escono mai da camera mia: prendo una canzone, ci lavoro, faccio molte cose che non hanno una destinazione precisa. Qui mi sono preso quella stessa libertà.”

L’ultimo anno ha visto anche il ritorno del Brondi scrittore, sancito dalla partecipazione all’antologia Cosa Volete Sentire della fiorentina Chiara Baffa, con il racconto Vivere, dicevamo una sera in hotel (citazione di un verso dei Baustelle); pubblicato in anteprima su XL nell’articolo a lui dedicato.

Vasco Brondi ha inoltre preso parte anche alla colonna sonora di Ruggine, film di Daniele Gaglianone.

“Nichilisti col cocktail in mano che sognano di essere famosi come Vasco.. Brondi che, appoggiato sul muro, parla con la ragazza di qualcuno”. (I Cani, Velleità)