L’anima jazz di Irene Grandi. La nostra intervista

Dall’amico Stefano (Bollani) ha imparato che sul palco si può far anche ridere il pubblico. La cantante fiorentina racconta i suoi progetti musicali, sempre più all’insegna del jazz.

Dal pop-rock  dritta fino al jazz e agli influssi dell’istrionico Stefano Bollani, con cui ha fatto parte nei primi anni ’90 del gruppo fiorentino La Forma. Irene Grandi sorprende con un nuovo progetto, arrivato nei giorni scorsi sul palco dell’Estate Fiesolana, dopo la pubblicazione dell’album Irene Grandi & Stefano Bollani. Ecco cosa ci ha raccontato la cantante.

Del progetto con Stefano Bollani è stato detto “jazz, pop e rock  a confronto”. Cosa è stato realmente per te?

Questo è un progetto di libertà musicale da una parte, d’incontro e d’intesa dall’altra. È difficile dire pop, rock, jazz e dare una definizione, in particolare in questo disco. Con Stefano ci siamo detti che il nostro filo conduttore è la musica, che piace a entrambi.
La nostra unica regola è stata questa, nel fare questo disco.

L’amicizia ci ha permesso di partecipare ai progetti reciproci per tanti anni. Queste cose non nascono dall’oggi al domani. Ci piacciamo come musicisti e per questo ci siamo anche seguiti e voluti bene nel tempo.

Irene_Grandi_Estate_Fiesolana

Chi ha influenzato di più il modo di fare musica dell’altro?

Per certe cose sento che sono stata influenzata. Lo vedo nei miei concerti, interpretando le mie canzoni. Vedo che ci sono dei cambiamenti nel modo di relazionarmi con il pubblico, con sempre maggiore complicità. Cerco di farli ridere un po’, come fa anche Stefano. Mi ha insegnato molto in questo senso, anche la tranquillità di fare certe cose “buffe”.

Siete amici da una vita. Cosa vi lega oggi come ieri?

Siamo molto simili a ieri per molte cose. Siamo sempre stati tipi spontanei, ci siamo detti le cose per com’erano e ci sembra ancora di essere così. Siamo cresciuti ma non tanto.

Irene Grandi & Stefano Bollani album

Ti sei cimentata con la lingua portoghese per la prima volta. Com’è andata?

È  stata dura soprattutto quando abbiamo inciso. Si eseguiva di solito la canzone dall’inizio alla fine, registrandola. Col portoghese quando arrivavamo a correggere, dicevamo – “Peccato qui c’è questa o che non è proprio o“.

È stato quindi più laborioso dover correggere la pronuncia su disco. Dal vivo mi piace molto cantare in portoghese, amo le canzoni di Chico Buarque, sono tra le più belle che abbia mai interpretato.

Sei in tour anche con altri musicisti jazz. Sta diventando una piacevole abitudine la musica jazz?

È una cosa bellissima poter avere dei progetti paralleli. Di sicuro l’album con Stefano ha fatto venire in mente a Cocco Cantini e Rita Marcotulli di invitarmi nel loro progetto, che volevano fare con una cantante. Mi piace mettermi alla prova.

Grandi_Bollani

C’è un periodo della tua carriera al quale sei particolarmente legata?

A questo. Un momento nuovo con Stefano, con Rita Marcotulli e Cocco Cantini. Ho anche un nuovo progetto personale con un ensemble di musicisti. In particolare sto collaborando con Saverio Lanza, un musicista che mi ha stupito per talento e sensibilità.

Irene Grandi ha ancora un sogno nel cassetto?

Più di uno, ma non voglio raccontarvelo (sorride n.d.r.) … per scaramanzia.