Killing Joke al Viper Theatre, sabato 21 aprile

I quattro cavalieri dell’Apocalisse stanno tornando. Con un live da vero Pandemonium. This is no joke!

Avete presente il riff iniziale di “Come as you are”? Rivisitatelo con un sound più aggressivo e otterrete “Eighties”, singolo del 1984 firmato Killing Joke. Un velato omaggio da parte di Cobain e soci al gruppo londinese.

Ma il destino, si sa, gioca strani scherzi. A distanza di dieci anni da questo tributo mai dichiarato, Dave Grohl – ex batterista dei Nirvana e cantante dei Foo Fighters  verrà infatti assoldato dalla band per incidere il loro dodicesimo album. Un disco bruciante, adrenalinico, testimonianza concreta di una resurrezione in grande stile. Per un ritorno alle origini che ricorda una caduta infernale.

Sulla new-wave dei Killing Joke, un sound dai ritmi sintetici e precursore dell’industrial, incombe da sempre la lunga ombra del punk; una semioscurità da cui fuoriesce un genere teso, ossessivo, che molto ha in comune con gli scenari desolanti e cupi dei Joy Division – a cui fecero da spalla nel 1980 – e Bauhaus. Un incedere funereo, fatto di chitarre metalliche e vocalità gutturali.

Nel calderone apocalittico della loro produzione, la band riuscì a mischiare influenze punk, dark, hardcore, metal. Il tutto perfettamente amalgamato con un’elettronica distorta, martellante e incredibilmente futurista.

La voce di Jaz Coleman è di nuovo pronta a risuonare sulla scena fiorentina, accompagnata dallo storico chitarrista Geordie Walker, Paul Raven al basso e Ben Calvert alla batteria. Per uno spettacolo delirante e visionario. Quello di una band che non è ancora pronta a suonare il suo ultimo Requiem.