Intervista a Simon Grechi: non solo GF

Simon Grechi: dalle passerelle alla tv. Ma anche cinema e teatro. Passando dal Grande Fratello.

Sebbene all’inizio abbia sofferto per le etichette, come accade a tutti quelli che hanno partecipato al Grande Fratello, ora la definisce un’esperienza positiva che lo ha aiutato. Il cognome comunque lo ha cambiato prima di intraprendere la carriera di attore: da Falsaperla è passato a Grechi e con questo nome ha preso parte a serie tv come Carabinieri, Tutti pazzi per amore e Non smettere di sognare.

Raccontaci dei tuoi esordi. Da giovanissimo hai intrapreso la carriera di modello. Come è iniziato questo percorso nel mondo della moda?

È iniziato per caso. La mia fidanzata dell’epoca ha inviato alcune mie foto ad una sua amica fotografa di New York. Allora non avevo idea di cosa fosse la moda, ho accettato i lavori perché potevo guadagnare e quindi essere indipendente. Potevo mantenermi da solo senza pesare sulla mia famiglia.

Quanto tempo è durata la tua carriera di modello?

Quando sei nel giro un lavoro tira l’altro e alla fine mi sono ritrovato con una carriera lunga dieci anni. Ho fatto soprattutto lavori editoriali per riviste importanti come GQ e altre testate Condé Nast. È un lavoro che regala grandi esperienze e soddisfazioni e che mi ha permesso di viaggiare.

Nel 2006 hai partecipato al Grande Fratello. Cosa ti ha spinto ad entrare a far parte del reality?

Se ti dico che ho partecipato per una donna ti metti a ridere? Però fondamentalmente è stata questa la ragione. Stavo con una ragazza che era convinta che partecipare al reality mi avrebbe permesso di fermarmi in Italia. Sicuramente ho iniziato ingenuamente, poi quell’anno c’era un milione di euro in palio: era un’opportunità importante per investire nel mio futuro.

Come è stata l’esperienza all’interno della “casa”?

Una volta dentro mi sono scontrato con la realtà del programma e le sue dinamiche. È stata dura come esperienza, i primi anni mi ha pesato molto il fatto di aver partecipato, perché vieni etichettato. Mi ha però fatto crescere, sono stato costretto a mettermi in gioco e oggi posso dire che è stata un’esperienza positiva.

Da qualche anno hai iniziato a recitare. Hai sempre voluto fare l’attore?

L’idea di recitare mi è sempre piaciuta, già quando facevo il modello avevo iniziato a muovere i primi passi in questa professione, ma me la sono sempre fatta sotto al pensiero di stare sul palco davanti ad un pubblico che mi giudica. L’esperienza del Grande Fratello mi ha aiutato in questo perché mi ha costretto a confrontarmi con le mie paure.

Nella tua carriera di attore hai sperimentato cinema, teatro e televisione, quale prediligi tra queste?

La mia avventura nel cinema è breve, anche se ho lavorato con persone di grande esperienza. È ovvio che mi piacerebbe mettermi in gioco nuovamente con qualche progetto cinematografico. Il teatro poi tra tutti è il mezzo che più ti forma e l’esperienza che ho avuto (Ricette d’amore nel 2009 n.d.r.) mi è veramente piaciuta. Fondamentalmente poi uno fa quello che capita. Devi far tutto prima di poter arrivare a scegliere.

Che rapporto hai con Firenze e la Toscana? Le conosci, ci vieni spesso?

Sì, il mio migliore amico poi vive a Firenze, è una città che adoro e che visito spesso. Mi colpisce molto il carattere che avete voi toscani: chiuso, un po’ snob, soprattutto i fiorentini e i senesi. Ma credo che sia un atteggiamento che si addice a città che hanno così tanta storia ed arte alle spalle. Mi piace molto anche la Maremma che ho potuto conoscere quando ho girato la serie Carabinieri nel 2007.

Cosa sognavi di fare da piccolo? E i tuoi sogni, adesso, sono sempre gli stessi?

Ad essere sincero non mi ricordo cosa sognavo da piccolo. Ma io sono una persona che sogna sempre. Mi sento sempre irrealizzato e forse dovrei approcciare una via più filosofica al riguardo e godermi di più il presente.
Ora che ci penso mi ricordo cosa volevo fare: diventare un ingegnere e progettare navi ed aeroplani. Ma tanto questo mica lo scrivi vero?