Hysteria – la storia del vibratore in una commedia brillante

Dal 13 gennaio 2 marzo sarà nelle sale la divertente pellicola che racconta la nascita dell’oggetto del piacere.

Diretta da Tanya Wexler e interpretata da Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Jonathan Pryce e Rupert Everett.

La trama

Nella pudica Londra vittoriana il giovane dottor Mortimer Granville (Hugh Dancy) sostiene invano le sue scoperte scientifiche per ambulatori ed ospedali, superando le obsolete convinzioni dell’epoca.

Dopo l’ennesimo licenziamento, trova impiego come assistente presso il dottor Dalrymple (Jonathan Pryce), specializzato nella cura dei disturbi dell’isteria, leniti da un massaggio manuale nelle parti intime.

Innamorato della figlia minore del dott. Dalrymple, la dolce Emily, Mortimer s’imbatte nella sorella Charlotte (Maggie Gyllenhaal, che possiamo ammirare nella foto in evidenza), sostenitrice dei diritti delle donne, che non approva i suoi metodi, considerati cialtronerie.

Un giorno allo scaltro dottore balena in testa un’idea rivoluzionaria, mentre osserva lo spolverino elettrico inventato dal suo amico Edmund (Rupert Everett).

http://youtu.be/6NtuSNV3kZ8

ATTENZIONE: alla fine del trailer si legge “da gennaio” ma la data di uscita è stata posticipata al 2 marzo.

Il vibratore per la prima volta in un film

Quante volte noi donne siamo state definite “isteriche” dagli uomini per il nostro comportamento vulnerabile?
Ansia, malinconia, rabbia e tristezza, riconducili oggi allo stress, erano catalogati nell’Ottocento come sintomi dell’isteria femminile, considerata una vera patologia.

Come venne curato questo disturbo dai dottori dell’epoca? Tanya Wexler ce lo spiega in questa commedia divertente e romantica, scevra di pretese registiche, raccontando la genesi dell’invenzione che ha rivoluzionato la medicina dell’epoca e i rapporti sociali contemporanei: il vibratore.

Una commedia spensierata, dallo script frizzante, allusivo senza cadere nel volgare, ambientata nel periodo vittoriano, dove aleggia lo spirito del progresso. L’invenzione, chiamata inizialmente ‘Il martello di Granville’, è solo il pretesto per portare in scena un film in costume, dai dialoghi irriverenti, senza alcun intento politico o morale.

La regista ha colpito il bersaglio: una sceneggiatura tempestata di scene esilaranti dai toni surreali (le visite vaginali alle clienti) e giochi provocatori tra i protagonisti che strappano risate al pubblico. Un argomento imbarazzante, trattato con umorismo ed edulcorato dalla storia d’amore e dalla contrapposizione tra tradizione e cambiamento, riflesso nel rapporto padre-figlia.

Le situazioni allusive tra i personaggi, caratterizzate da battute fulminanti, seguono il ritmo incalzante della commedia brillante.

Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, la pellicola esibisce un cast degno di nota: Maggie Gyllenhaal, eccezionale nella simpatica isterica rivoluzionaria, Rupert Everett, perfetto dandy dall’umorismo dissacrante e Jonathan Pryce, magistrale nei panni del dottore dal piglio serissimo.