Green Day, un nuovo album in arrivo

La data è ancora sconosciuta, ma noi confidiamo nell’estate. Certo è che, nel giorno di San Valentino, Billie Joe Armstrong e soci sono tornati in studio.

8 aprile 1994: Kurt Cobain viene trovato morto nella sua casa sul Lago Washington. Il mondo della musica dichiara l’inconsolabile lutto, piangendo la fine del grunge. Ma nuovi cambiamenti sono già in atto, pronti a imperversare per tutto il ventennio successivo.

Il 1994 è l’anno di Dookie, terzo, spensieratissimo album in studio dei Green Day. Quello che inaugurò la stagione del punk revival, un ritorno ai ritmi accelerati dei 70’s, stavolta misti a influenze pop e con una solarità tutta californiana. Rilanciando con forza un genere già dichiarato morto e irripetibile.

Ispirata dall’energia del punk inglese targato Sex Pistols e Buzzcocks, la band riuscì a emergere dalla massa, imponendosi all’attenzione del grande pubblico. E Dookie, con oltre 15 milioni di copie vendute, si conferma ancora oggi il loro album di maggior successo.

I Green Day entrarono così nell’occhio del ciclone, sempre pronti a smarcarsi da ogni tipo di etichetta, cercando e imponendo la loro identità attraverso un punk rigenerato e più melodico, senza perdere la carica esplosiva dei loro numi tutelari. Dimostrando di avere una vista molto, molto lunga.

Un sound troppo scanzonato, temi dal sapore adolescenziale e una scarsa originalità: queste le accuse che vengono rivolte al dissacrante trio. La cui influenza sul panorama musicale degli ultimi decenni resta comunque innegabile.

Canzoni semplici, immediate e moderatamente trasgressive. Perfette per tutti coloro che nell’annus mirabilis del 1977 erano ancora in fasce ma avrebbero voluto conoscere e assaporare quella straordinaria rivoluzione.

Nel 2000 un nuovo cambio di rotta: arriva Warning e il gruppo, messe da parte le sonorità punk, abbraccia uno stile ancor più melodico, rivelando un’anima decisamente pop. E con American Idiot (2004) tornano definitivamente ai fasti degli anni ’90: un concept album maturo, che denuncia la bassezza dell’amministrazione Bush e di un’America che, da terra delle opportunità, si trasforma in un malinconico viale dei sogni infranti.

Oggi, a distanza di tre anni da 21st Century Breakdown, Billie Joe Armstrong dichiara: “Abbiamo tonnellate di nuove canzoni. Tutta roba fresca e di grande energia. Non voglio rivelare troppo, sappiate solo che io, Mike Dirnt, Tre Cool e Jason White (il secondo chitarrista utilizzato in tour) stiamo lavorando e ci stiamo divertendo un sacco a suonare”. I Green Day sono pronti per un grande ritorno. Sapete dove trovarli.