Gli acquarelli di Hermann Hesse in mostra a Sesto Fiorentino

Si è inaugurata il 29 gennaio la mostra di acquarelli dello scrittore Hermann Hesse  in occasione del cinquantenario della sua morte.

Un volto poco conosciuto quello del pittore Hermann Hesse. Eppure un’attività quella pittorica che è stata parte preponderante della sua vita tanto da fargli dire nel 1924 “non sarei giunto così lontano come scrittore senza la pittura”. Del successo mondiale e generazionale dei suoi scritti è inutile sprecar parola. “Siddartha” uscito nel 1922 è, a ragione, considerato una vera e propria Bibbia per tutte le generazioni del secolo scorso. E ancora Il lupo della steppa (1927), Narciso e Boccadoro (1930), Il gioco delle perle di vetro  (1943) hanno fatto parte del bagaglio culturale dei nostri nonni, genitori e lo saranno dei nostri nipoti e pronipoti.  Scrittore senza eguali o quasi, che ha visto la sua consacrazione massima con il conferimento del Premio Nobel per la Letteratura nel 1946.

Ma è il pittore Hermann Hesse che vogliamo raccontare. Grazie a sua nipote, Eva Hesse, cittadina svizzera ma italiana d’adozione, è oggi possibile ammirare questi piccoli grandi acquarelli. In tutto 35, a raffigurare il paesaggio del Ticino, amato dallo scrittore in un periodo difficile della sua vita. E la pittura diventa un potente mezzo terapeutico, fa bene alla sua anima e la nutre.

Paesaggi rurali, piccoli borghi, angoli incantati della natura: questi i soggetti preferiti, che come in una sorta di continuità spirituale la nipote Eva Hesse oggi condivide e rivive. Da qualche anno si è trasferita in un piccolo paese vicino Massa Marittima, nella maremma toscana. Qui ha fondato una biblioteca specializzata nelle opere del nonno e vive in una realtà molto simile a quella vissuta decenni primi dal suo illustre familiare “con tanti animali e poca gente, più una contadina, che una cittadina” afferma lei stessa durante la presentazione della mostra.

“La produzione con penna e pennello per me è il vino, la cui ebbrezza scalda e abbellisce la vita in modo da renderla sopportabile” (Hermann Hesse, 1920).

La scelta di un paese come Sesto Fiorentino, alle porte di una grande città d’arte come Firenze, si sposa perfettamente con l’indole dello scrittore –pittore Hesse:  dare rilevanza ed identità alle piccole realtà e a quelle in Italia, in particolare, paese da lui tanto amato. E un particolare plauso va a La Soffitta, che ospita questa piacevole mostra, al piano alto della Casa del Popolo di Colonnata, al coordinatore delle esposizioni, Francesco Mariani e a tutti i volontari che tengono in vita questo spazio incantevole dedicato all’arte.

Foto di Andrea Paoletti