Divisionismo e Futurismo in mostra alla Galleria Farsetti

Boccioni, Balla e Carrà sono solo alcuni dei nomi che troverai alla Galleria sul Lungarno Guicciardini. Hai tempo fino al 4 novembre per scoprire il fatidico passaggio dal divisionismo al futurismo attraverso grandi opere. 

In che momento l’arte italiana viene consegnata alla modernità? Come avviene il passaggio dalle pennellate puntiformi che avevano caratterizzato il divisionismo alle forme spezzate dell’avanguardia futurista?

Come forse saprai, tutto ebbe inizio nel 1891, quando all’Accademia di Brera venne inaugurata una mostra che cambiò per sempre la storia della pittura: sotto lo stupore di molti, i soggetti religiosi e classicheggianti lasciavano per la prima volta spazio a rappresentazioni più attuali e di stampo sociale. 

Non più eroi biblici o divinità greco-romane, bensì operai e contadini erano divenuti i protagonisti incontrastati delle raffigurazioni, mentre la stessa tecnica pittorica appariva mutata radicalmente: macchie di colore venivano accostate una accanto all’altra, in una tecnica che ricordava in parte quella del mosaico. Il colore appariva dunque «diviso», ormai privo della continuità tipica delle pennellate. 

Nasceva così la corrente divisionista, formata da artisti come Giovanni Segantini, Gaetano Previati e Angelo Morbelli, ispirati dal pointillisme francese di Georges Seurat e Paul Signac, presto rielaborato secondo espressioni più personali e decisamente simboliste. Un’estetica nuova e rinnovata, dalla quale furono inizialmente sedotte personalità come Giacomo Balla e Umberto Boccioni.

divisionismo e futurismo

Da questi incontri e contaminazioni si sviluppa così quella che passerà alla storia come l’avanguardia futurista, quel «movimento aggressivo» che infiammerà le arti di tutta Europa.

A partire dal 1909, l’anno del Manifesto, il progresso e la velocità divengono principi fondamentali e imprescindibili, ai quali fece seguito una nuova concezione del bello: l’automobile ruggente si trasforma in un soggetto più eccitante della Nike di Samotracia, il chiaro di luna deve essere ucciso in favore della luce elettrica, mentre i musei appaiono come cimiteri dell’arte. 

Le linee si spezzano, le figure si animano in vorticosi movimenti, dinamismo, plasticità e ritmo vengono tradotti in opere che si distaccano totalmente dalla tradizione, dando vita a effetti visivi sconosciuti e provocatori, ma che comunque affondavano le loro radici nel divisionismo e nella cultura simbolista. 

galleria farsetti firenze

La mostra alla Galleria Farsetti di Firenze si propone di indagare questo passaggio tra Divisionismo e Futurismo, articolandolo in un percorso espositivo che evidenzi i profondi cambiamenti che attraversarono l’arte italiana tra 1910 e 1920. 

Un decennio fatale e complesso, in cui l’arte nostrana ha saputo innovarsi e rinnovarsi, dando vita a una straordinaria rivoluzione: certo multicolore e polifonica, come quella tanto agognata dallo stesso Marinetti. 

Divisionismo e Futurismo
L’arte italiana consegnata alla modernità
Fino al 4 novembre 2013

Galleria Frediano Farsetti
Lungarno Guicciardini 21/23 rosso,
Firenze

Orario
10.00-13.30 – 14.30-19.30
Chiusa la domenica e il lunedì mattina
Tel. +39 055 210107

Credits foto: Gino Severini, Paesaggio toscano 1912, olio su tela (cover); I futuristi (Wikipedia); Giacomo Balla, Linee-Forza del pugno di Boccioni II, 1915/1955 (www.archimagazine.com).