Dagli spaghetti western a Gran Torino. Gli 82 anni di Clint Eastwood

Il 31 maggio del 1930 nasceva a San Francisco un uomo destinato a segnare l’immaginario collettivo degli ultimi decenni, Clint Eastwood.

82 anni e non sentirli. Clint, a guardarlo oggi, è anche un po’ questo: una vita in bilico fra primissimi piani senza tempo – con tanto di sigaro, tesa a mezz’asta e 44 magnum in mano – e capolavori asciutti e indimenticabili dietro la macchina da presa. Da crepuscolare pistolero mercenario dall’ombra lunga, a uomo dal carisma enorme: spietato osservatore critico – e mai retorico – della società occidentale e dell’american way of life. Anche ai tempi dei social network.

Anagraficamente parlando, un grande vecchio del cinema. Narrativamente, un giovane talento con sguardo realista e nessun moralismo di sorta. Un gunny dagli occhi di ghiaccio, creatore di un monumento artistico costruito su fondamenta dai valori assoluti, oggi dimenticati. Attore che ha regalato una nuova stagione, una seconda vita alla settima arte prima (grazie a Sergio Leone), e che poi ha fatto suo, rielaborandolo, l’insegnamento dei grandi maestri del ‘900.

Regalando pellicole memorabili, in tempi aridi (spesso tragici) per l’industria cinematografica made in USA; narrando e intrecciando con stile unico temi diversi fra loro. Da Mistyc River a Million Dollar Baby, da Gli Spietati a Gran Torino: un’indagine, una radiografia mai banale né accondiscendente della società, dell’individuo, di contesti e strutture che dettano le regole di quel bizzarro e contraddittorio gioco chiamato vita.

Un conservatore vecchia scuola, refrattario ad ogni moda ma più progressista di molti che al giorno d’oggi si professano come tali. Di seguito, la nostra gallery omaggio ad una delle pochissime icone contemporanee.

 

Clint Eastwood – La frase celebre:

”Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue”.