Bologna Violenta, in concerto il 13 marzo al Glue col nuovo album

«Le grandi utopie che muovono il mondo e l’animo umano, sono ridicolizzate dalla sensazione che tutto sommato son le piccole soddisfazioni di ogni giorno a rendere la nostra vita migliore»

Dopo la morte le piccole soddisfazioni della vita. Così Nicola Manzan, aka Bologna Violenta passa dal “Nuovissimo Mondo, Dramma in XXIII atti sulla sorte del mondo e sul declino del genere umano” (l’album precedente) alle “Utopie e piccole soddisfazioni” del nuovo album uscito il 27 gennaio scorso.

Siete pronti per una visione del mondo poco rassicurante? Siete pronti ad essere investiti da un muro di suono che spesso viaggia, memore del migliore hardcore-punk e grind anni ’80, a più di 200 bpm (roba per cui la techno è roba da poppanti)? Allora compratevi l’album, magari proprio al concerto che Bologna Violenta terrà al Glue di Firenze il 13 marzo prossimo.

Ciò che sembra solo rumore e distorsione, è in realtà un suono che, al di là delle apparenze, è estremamente complesso e articolato, che passa da Bach ai Napalm Death con una naturalezza agghiacciante. Ma d’altronde non è questo che rende a tratti spaventosa la società? La consapevolezza che bene e male, Bach e Napalm Death, siano solo 2 facce della stessa realtà? Non basta un distorsore, come spesso accade, ad esprimere la sensazione di una società in decadenza che fa delle proprie regole e del discorso di un presidente, le proprie utopie. Una società equa e corretta, che però non esita a distruggere, fisicamente o culturalmente, ciò che non le corrisponde.

E allora rimarranno solo le piccole soddisfazioni a cui ognuno di noi si attaccherà per vivere. E una di queste, almeno per me, sarà andare al concerto di Bologna Violenta.

(foto: Marco Leone)