BLONDE REDHEAD il 9 settembre al Viper Theatre

Tutto comincia dal DNA, siete d’accordo? Nel DNA è scritto il nostro codice genetico, la nostra identità, nel bene e nel male.

I Blonde Redhead, due gemelli italiani (Simone e Amedeo Pace, nati a Milano ma cresciuti fra Canada, Boston e New York) e una giapponese (Kazu Makino), band di punta dell’indie rock americano fin dai primi anni ’90, hanno cominciato proprio da lì, a partire dal nome. ‘Blonde Redhead’ è il titolo di un brano di un gruppo della no-wave newyorkese che si chiamava appunto DNA. Un signor gruppo, attivo dal 1978 al 1982, fondato da Arto Lindsay (uno che ha lavorato con Andy Warhol, che ha fondato anche i Lounge Lizards con John Lurie e che tanto ha insegnato ad un giovane John Zorn. Googolatene i nomi…) con altri personaggi che hanno preso parte alla storia della musica di quegli anni. Tanto per darvi un’idea di cosa fosse la no-wave vi posto subito il video da cui hanno preso il nome (è tratto dal film Downtown 81 e oltre al gruppo si vede Jean-Michel Basquiat all’opera)

 

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Se avete ascoltato l’ultimo albumPenny Sparkle, del 2010, vi chiederete se stiamo parlando dello stesso gruppo… ebbene sì. D’altronde, come tutti sappiamo, la caratteristica fondamentale del DNA è quella di registrare in esso tutte le evoluzioni a cui qualsiasi organismo, e quindi anche una band, è soggetto nel tempo. Se l’album del 2010 suona molto più (ma tutto è relativo…) pop, con melodie più orecchiabili che seguono la bellissima voce di Kazu Makino, i loro esordi erano all’insegna di un noise-rock molto più pressante, con chitarre acide, distorsioni e loop ipnotici, tanto che il loro primo album viene prodotto da Steve Shelley dei Sonic Youth. Ma appunto gli organismi si evolvono, anche se mantengono la propria identità, e così è stato anche per i Blonde Redhead.

 

[youtube width=”500″]tWs7BZHsAgs[/youtube]

 

Questo appena ascoltato è un brano del 1997.  ‘Penny Sparkle’ (2010) è indubbiamente un prodotto di questa evoluzione, un bel prodotto. La maggiore presenza oggi di elettronica, tastiere, archi, le melodie più dolci, non negano quello che i Blonde Redhead sono stati, perché quello ormai è nel loro sangue, nel loro DNA, e questo è un passo avanti. Personalmente ritengo che siano stati una delle poche band, in assoluto, capaci di crescere, di diventare adulti senza snaturare il proprio essere, di maturare… e questo credo non sia una cosa da poco in un panorama musicale dove la clonazione (di se stessi o di altri) è all’ordine del giorno. E la prossima volta che incontrate un anti evoluzionista fategli ascoltare la discografia dei Blonde Redhead, se non si ricrederà almeno avrà ascoltato della buona musica!

[box] 9 settembre 2011 – BLONDE REDHEAD  – Viper Theatre, Firenze

apertura porte ore 21.oo

biglietto 15 euro + diritto di prevendita 
prevendite Boxol.it e Ticketone.it [/box]

 

[youtube width=”500″]OXLjPFqiWBs[/youtube]